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Sulle dichiarazioni di Polidori, vicesindaco di Trieste

L’appello all’odio espresso dal vicesindaco di Trieste Polidori nei confronti di Gianfranco Schiavone che da anni difende i più deboli e i richiedenti asilo è un atto molto grave. Un rappresentante delle istituzioni dovrebbe risolvere le problematiche che gli vengono segnalate, e non di certo scatenare l’odio. In un momento come quello che stiamo vivendo è indispensabile non lasciare indietro nessuno: Gianfranco Schiavone e altri cittadini volontari stanno facendo questo. Polidori dovrebbe ringraziarli e mettersi al loro servizio non istigare l’odio.

Come Consigliere Regionale di Open Sinistra FVG faremo un’interrogazione al riguardo delle pericolose e ingiuriose dichiarazioni di Polidori.

Qui sotto l’articolo apparso su Trieste Cafe:

Covid19: videoconferenza con Presidente Fedriga e problematiche segnalate dai cittadini

Nella video-conferenza di questa mattina indetta dal Presidente Fedriga, che ringrazio, a cui hanno partecipato i capigruppo del Consiglio Regionale e i parlamentari FVG ho sollevato tre problematiche alle quali il Presidente ha dichiarato che prenderà in considerazione.

Tutte le problematiche mi sono state segnalate da cittadini:

1) gli oltre 1000 lavoratori italiani alla base di Aviano, non sono ancora protetti come altrove, perché certe procedure di sicurezza non sembrano ancora avviate appieno.

2) in seguito alla chiusura di molte mense, come quelle dei centri di salute mentale, tanti cittadini fragili si trovano in seria difficoltà anche nel soddisfare i bisogni più elementari. Poiché è corretto non uscire bisogna però provvedere a fornire a domicilio certi servizi.

3) molti lavoratori segnalano come non siano a disposizione i presidi sanitari indispensabili per garantire la sicurezza sui posti di lavoro, come mascherine e guanti.

Ho comunque espresso l’apprezzamento per l’opera straordinaria sin qui svolta dal sistema sanitario e la protezione civile.

Il modo malthusiano con il quale la destra liberista combatte l’epidemia Covid-19

Voglio premettere a qualsiasi ragionamento sull’emergenza epidemiologica del Covid-19 la solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti anche negli affetti da questa epidemia, la gratitudine nei confronti di coloro che sono in prima linea a combatterla: operatori, infermieri e medici e l’elogio nei confronti di tutti coloro che si adoperano per ridurre i disagi, come il mondo della scuola.

Sono rimasto molto colpito dalle dichiarazioni di Sir Patrick Vallence, principale consulente sanitario di Boris Johnson che oggi difendendo le misure prese dal governo britannico ha dichiarato: “Our aim is to try and reduce the peak, broaden the peak, not suppress it completely; also, because the vast majority of people get a mild illness, to build up some kind of herd immunity so more people are immune to this disease and we reduce the transmission, at the same time we protect those who are most vulnerable to it.” [Fonte: https://urly.it/34tcg]
(Il nostro obiettivo è di ridurre il picco, di appiattirlo, MA NON DI SOPPRIMERLO COMPLETAMENTE, per cercare di costruire un’immunità di gregge, perché la maggior parte delle persone ha solo disturbi lievi mentre così si costruisce un’immunità di gregge. Così più persone diventano immuni e si riduce la trasmissione, e al tempo stesso proteggiamo le persone più vulnerabili).

Dichiarare che si vuole creare l’immunità di gregge lasciando che l’epidemia faccia un il suo corso a spese dei cittadini è un ragionamento quasi eugenetico, che avrebbe potuto fare a fine XVIII secolo Malthus, il teorico della lotta per la sopravvivenza del più adatto. In questo momento si deve combattere in tutti i modi il virus, e aspettare che ci sia un vaccino per raggiungere l’immunità di gregge. Lasciare che il virus faccia il suo corso permette infatti di raggiungere l’obiettivo solamente al prezzo della sofferenza e della morte di tante persone più deboli. E’ ipocrita pensare che questo modo di fare permetta di proteggere i più vulnerabili. Certamente permette di ridurre i costi della sanità pubblica, ma sicuramente gli “eliminati” della selezione apparterrebbero ai ceti più deboli della società. Quelli con accesso alle cure meno qualificate, più deboli, più soli.

Dobbiamo contrastare questo modalità di pensiero in modo radicale.
La lezione principale di questa tragica esperienza collettiva deve invece essere proprio quella di non lasciare nessuno indietro. Ridurre i contatti diretti, obbligando tutti a rimanere a casa, è infatti una misura di salute pubblica, e non privata, che prima di essere una forma di protezione per noi, è un modo per non contribuire alla diffusione del virus che potrebbe colpire proprio quelli che Sir Patrick Vallence, invece abbandonerebbe a loro stessi.

Questo modo di destra iperliberista interpretare la salute pubblica è una bancarotta spirituale molto pericolosa anche per chi la predica.

Sulle dichiarazioni Riccardi relative alla mancanza di dispositivi di protezione per operatori sanità

Con imbarazzo leggo nei giornali che l’Assessore alla Sanità del FVG Riccardi ha dichiarato che risultano mancanti i principali, e basilari aggiungerei io, dispositivi di protezione (mascherine adeguate, occhiali protettivi e guanti) contro COVID19 per gli operatori sanitari. Ancora l’Assessore ha affermato che “in questa maniera, si rischia una maggiore diffusione dei contagi all’interno delle strutture ospedaliere”.

Sono dichiarazioni gravissime quelle dell’Assessore: il responsabile dell’amministrazione regionale si sarebbe dovuto già attivare alcune settimane fa per verificare la presenza e la disponibilità dei principali dispositivi di sicurezza, validi per tutti gli operatori sanitari (dal medico di famiglia al pediatra, dagli OSS agli infermieri e medici degli ospedali), al fine di prevenire contagi in strutture che dovrebbero curare invece che contagiare o far ammalare le persone.

Tutelare il lavoratore e tutti i pazienti e permettere di operare in modo sicuro nel proprio luogo di lavoro è un reale obbligo e dovere dell’Assessore Riccardi. Basta mettere avanti le mani e chiedere che Fedriga intervenga chiedendo a Conte un intervento mediante invio in Regione del materiale arrivato dall’estero. Dovevano già nel passato essere previsti degli acquisti di questo tipo: più e più volte nelle sedi preposte avevo espresso i miei dubbi relativamente alla carenza di azioni dedicate alla prevenzione per i cittadini e alla necessità di procedere con risorse più adeguate per le borse di specializzazione mediche, ma purtroppo la risposta che ci era stata data, in sede di discussione di una mozione dedicata e dei provvedimenti della Legge di stabilità, si era limitata, liquidandoci, al riferire che tale misura era già stata ampliata con alcune risorse in più. Aggiungerei un’ultima cosa: forse, durante l’ultima stabilità sarebbe stato più opportuno ridurre i fiumi di denaro che sono stati investiti in sistemi di videosorveglianza e foto trappole ai confini, utilizzate come propaganda elettorale, e inserite invece più risorse nelle misure di prevenzione.

Proprio nelle scorse leggi di riforma sanitaria avevamo proposto diversi emendamenti, molto importanti sul tema della prevenzione, ma purtroppo in quelle occasioni erano stati bocciati.

Qui sotto l’articolo del Messaggero Veneto di oggi: