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Relazione di minoranza Honsell su DDL 178 “Misure finanziarie multisettoriali”

Se il titolo di questa norma volesse riassumerne fedelmente il senso basterebbe una minima perturbazione lessicale. Sarebbe sufficiente parafrasare “misure finanziarie multisettoriali” in smisurati finanziamenti al buio. Ancora una volta questa Giunta, dopo aver spartito quasi un miliardo nell’assestamento estivo, il più cospicuo che la storia di questa Regione ricordi, si ritrova gratificata anche in autunno di ben 221 Milioni di Euro, e li spende con spregiudicata e colpevole mancanza di qualsiasi progettualità a lungo termine.

Questa manovra è alimentata da 74 M di ulteriore avanzo di amministrazione dal bilancio 2021, ovvero di somme allocate in modo sterile l’anno scorso e quindi rimaste sino ad oggi inutilizzate, a cui si aggiungono 26 M derivanti dalla vendita di Mediocredito, operazione il sui significato e sostenibilità economica è molto dubbio, a cui si aggiungono 49 M del conguaglio della compartecipazione del gettito erariale, merito dei lavoratori di questa regione, a cui si sommano infine un’ulteriore settantina di milioni frutto di movimenti e storni tra vari capitoli, segnale evidentissimo anche questo di una programmazione ondivaga e strutturalmente incerta.

Mentre i cittadini del Friuli Venezia Giulia di ogni fascia di età soffrono per il decadimento di servizi vitali quali la  sanità e i trasporti, e vivono l’angoscia della crescente inflazione e dell’aumento delle bollette energetiche e idriche, mentre le disparità socio-economiche crescono in modo mai registrato prima, questa Giunta, nell’indifferenza dei bisogni reali, pur disponendo di risorse straordinarie, prosegue ad elargire, o a promettere di elargire, copiosi contributi senza criterio se non quello della creazione dei consensi.

In questa norma non sono minimamente prese in considerazione misure strutturali per contrastare né il degrado ambientale prodotto dal riscaldamento globale di origine antropica, dovuto al consumo sfrenato di combustibili fossili, né la crisi socio-economica derivante dalla guerra nella quale nolenti o volenti siamo stati tragicamente trascinati.  Il riscaldamento globale ha provocato una crisi idrica mai registrata prima in FVG e parallelamente una crisi forestale dovuta alla proliferazione di parassiti e specie infestanti, che sta depauperando uno dei principali patrimoni di questa regione, ovvero la sua biodiversità.  La guerra e le speculazioni che se ne alimentano stanno producendo aumenti di costi delle materie prime e difficoltà di approvvigionamento, si pensi solo a quanti studenti mancano ancora i libri scolastici, che non si ricordavano a memoria d’uomo. Molto eloquente è il recente Rapporto 2022 su povertà ed esclusione sociale in Italia della Caritas intitolato “L’anello debole”[1], che mette in luce quanto sia cresciuta in Italia la povertà, e non solamente quella relativa ma addirittura la povertà assoluta, e come anche la nostra regione non ne sia esente.

Ancora una volta, però, il DDL 178 è invece norma essenzialmente “mediatica” che va appunto letta come un controcanto, quasi secondario, agli annunci, ai comunicati e agli articoli su giornali, e media vari, diffusi dal Presidente Fedriga e dei suoi accoliti.

Esempio emblematico sono i 100 M di contributi per il fotovoltaico strombazzati sui giornali dal Fedriga in occasione dell’approvazione in Giunta del DDL 178, quale sollievo ai friul-giuliani al rincaro delle bollette. È clamoroso – ma questo provvedimento nel DDL 178 non c’è proprio! Timidamente ha fatto capolino solamente un emendamento nelle tabelle di bilancio (Tabella K, articolo 11) che vede allocati 100 M su un capitolo dal titolo, udite, udite: “Nuovi provvedimenti legislativi – fondo ecobonus regionale – efficientamento energetico” senza ulteriori dettagli! Non sono specificati né i criteri di attribuzione, né i tempi dell’ulteriore norma che istituirà i bandi, né tantomeno quando verranno erogati questi bonus. Insomma i 100M sono poco più di una promessa. Quando però l’opposizione ha pubblicamente messo alla berlina quell’annuncio tanto sbandierato svelandone l’inganno, ecco che i giornali sono corsi in soccorso del povero Presidente Fedriga che in data 18 ottobre 2022 ha potuto spiegare con tanto di foto sorridente come il fondo verrà istituito nel 2023 ma sarà retroattivo e coprirà spese fatte nel 2022. Ma non è serio, e forse nemmeno legittimo! Quali spese verranno coperte? Spese fatte da chi? Per quale cifra massima? Spese fatte a partire da quale data? Fedriga candidamente dichiara, testuali parole: “presumibilmente le spese fatte da novembre in poi”. Ma tale approssimazione è imbarazzante per la sua cosmica superficialità! Ma ciò che è veramente grave è che tale misura sarà pertanto profondamente iniqua. Perché, se davvero la norma verrà applicata così, sarà una norma che si rivolge solamente ai ricchi; ovvero solamente a coloro che possono iniziare comunque i lavori al di là del bonus. Chi potrebbe immaginare di iniziare dei lavori senza essere già proprietario di una casa e senza disporre di un conto corrente che gli permetta di non indebitarsi qualora il bonus non dovesse arrivare? Reputo questa intera vicenda tra le più miserevoli, ma anche tra le più emblematiche, di questo quinquennio di governo di destra.

Altro esempio paradigmatico di controcanto mediatico sono gli ulteriori 30 Milioni (Tabella H, articolo 8) assegnati alle aziende sanitarie in modo generico, e non per pagare invece tutti gli straordinari ai lavoratori della sanità, o per ridurre le liste di attesa, o per compensare quelle abissali criticità evidenziate dall’analisi Bersaglio della Scuola Sant’Anna di Pisa, relativamente all’appropriatezza delle cure e all’obsolescenza delle attrezzature che stanno penalizzando i nostri cittadini. Niente paura! I giornali corrono in soccorso dell’Assessore Riccardi a spiegarci, il 15 ottobre 2022, come nel 2021 tutte le aziende sanitarie chiudano in attivo! Ma come, del resto, potrebbe non essere così se ad ogni assestamento le aziende ricevono cospicue iniezioni di risorse? Rallegriamoci quindi di questo formidabile risultato contabile e non chiediamoci se le finalità di un’azienda sanitaria siano diverse da quelle di realizzare utili.

È inquietante inoltre la naturalezza con la quale l’Assessore Scoccimarro metta ulteriori 4M (Tabella D, articolo 4) a favore dell’acquisto di carburanti inquinanti e climalteranti, spacciandola per una misura volta al contenimento proprio delle emissioni che invece questo vergognoso incentivo di fatto incrementa. L’assunto dell’Assessore è chiaramente e spudoratamente fallace. Lo Scoccimarro sostiene che così si riducono le emissioni di quella percentuale di popolazione che andrebbe in Slovenia a fare il pieno! Ma non solo, non offre nessuna stima su quanto ammonterebbero queste emissioni, ma soprattutto non dice che quanto la Regione si illude di fare sia incassare una percentuale di accise in più, anch’essa ovviamente mai effettivamente calcolata, e oggi significativamente tagliata a livello nazionale. Ribadiamo ancora una volta come questa misura, oltre ad essere immorale dal punto di vista ambientale, sia profondamente iniqua perché di fatto premia chi consuma di più e non tiene conto dell’effettivo bisogno da parte dei cittadini, erogando risorse pubbliche anche a chi non ne ha veramente bisogno. Quest’anno saranno spesi così in totale quasi 60 M in totale. Quanto sarebbe stato più giusto erogarli in base all’ISEE come contributo per alleviare le spese di mobilità per le fasce meno abbienti?

Questo DDL manifesta anche la mancanza di qualsiasi criterio, non strettamente finanziario, nell’erogare risorse per avviare i progetti esecutivi di opere i cui quadri economici siano significativamente cresciuti a seguito dell’eccezionale aumento delle materie prime. Non solo i quadri economici andrebbero rivisti ma andrebbero ridiscusse le opere stesse e le loro finalità (Articolo 5, commi 11 e 12). Spiccano tra queste opere, i tanti e molto discutibili e chiacchierati interventi in area montana, spesso osteggiati dalla maggioranza della popolazione residente, operati con criteri di aggiudicazione straordinari da parte della Protezione Civile. Ben 10 M (Articolo 5, comma 24 e seguenti) sono assegnati al buio a tale dipartimento senza nessuna analisi o criterio di priorità. E quindi ancora una volta dal punto di vista del controllo della spesa il Consiglio regionale è tagliato fuori.

Cospicuo, ovvero 7M (Tabella E, articolo 5) è l’incremento del fondo per l’edilizia agevolata. Anche questa misura presenta però elementi di iniquità in quanto per accedere a tale contributo è necessario comunque fare un mutuo e quindi passare attraverso i vincoli imposti da soggetti terzi, gli istituti di credito, che non hanno a base della loro azione la solidarietà bensì il profitto. Più che di edilizia agevolata qui si tratta di edilizia agevolata ai clienti delle banche!

Un’analisi più dettagliata del DDL 178 metterebbe in luce innumerevoli altre operazioni più minute, si fa per dire perché in molti casi si parla comunque di milioni, ma altrettanto discutibili, come i contributi per le questure che sono di competenza statale.  Ogni direzione provvede comunque ad alleviare il peso degli incrementi delle bollette, ai propri referenti, ma lo fa mediante contributi a fondo perduto, senza imporre loro o attrezzarli affinché venga avviato un sistema di efficientamento energetico.

Risorse, per l’ammontare di “miseri” 6 M all’articolo 5, vengono aggiunte per l’edilizia scolastica, ma ciò viene fatto senza offrire un quadro organico che possa permettere di traguardarne gli obiettivi. Anche in questo contesto ci si chiede quale sia il criterio che presiede a questa distribuzione. Siamo davvero sicuri che non si creino dei vuoti o degli arbitrii? Molte operazioni sono prima facie incomprensibili, come l’eliminazione di risorse per interventi sull’idrogeno verde o per impianti fotovoltaici all’Art. 2, che vengono spostati a favore del miglioramento delle strutture turistiche ricettive. È stato spiegato che tali interventi saranno comunque assicurati attraverso finanziamenti già iscritti nei capitoli relativi al POR/FESR, il tutto però senza dare certezze su tempi e men che meno sui risultati che si intende ottenere. Quindi rimane sempre la domanda: ma allora, da quando Il Presidente Fedriga e i suoi assessori hanno fatto l’annuncio con foto sul giornale, non è avvenuto proprio nulla sull’idrogeno verde?

Quest’analisi porta a sottolineare come, ancora una volta, non manchi solamente una progettualità globale che permetta di capire in quale direzione voglia muoversi questa Regione, ma il metodo con il quale vengono presentati gli interventi contribuisce a confermare, certo involontariamente, l’idea di una notevole improvvisazione. Ormai è consolidata la seguente prassi. Nelle norme finanziarie, come questa, i provvedimenti arrivano in tre ondate, delle quali l’ultima avviene in aula, quindi solamente dopo che sarà depositata questa stessa relazione. Ogni ondata è comunque ben strombazzata anticipatamente sui giornali. L’ondata più cospicua però è la seconda, quella che arriva il giorno dell’espressione del parere; ondata dunque che riesce a schivare tutte le commissioni di merito nelle quali si potrebbe analizzarne l’impatto. Non c’è chi non veda che questo modo di operare offenda la dignità del Consiglio! Ma la maggioranza non apre bocca e, supina, subisce questo modo di fare, rendendo il lavoro in Commissione e poi in Aula massimamente inefficace. Forse è troppo tardi per modificare questa metodologia essendo ormai percepibile il clima elettorale.

In conclusione la valutazione di questa norma è assolutamente negativa per Open Sinistra FVG. Coerentemente esprimeremo voto contrario in aula. Sarà un voto di totale sfiducia non solamente a questa norma ma a tutta la metodologia e il fare politico e amministrativo operato da questa maggioranza e da questa Giunta di destra profonda.

Prima di chiudere vorrei però brevemente indicare che cosa si sarebbe dovuto e potuto fare. Presenteremo con spirito collaborativo degli emendamenti, come è nostra abitudine, che daranno concretezza a queste indicazioni finali.

Innanzitutto, si sarebbe dovuto completare i programmi strategici. Ma questi, anche se avrebbero dovuto esserci, e in innumerevoli occasioni li abbiamo richiesti, non ci sono! Ci fossero stati, tra questi spiccherebbe un piano attuativo per l’energia e il clima, un PAESC regionale. I 100M di questo DDL andrebbero inquadrati in questo programma.

Ci dovrebbe essere un piano attuativo per la tutela ambientale e delle aree montane, attualmente devastate dal bostrico, un piano per la valorizzazione dell’agricoltura biologica, uno per la messa in sicurezza del sistema idrico da altre catastrofiche siccità. Sul piano della formazione si sarebbero dovute abbattere ulteriormente le tasse universitarie e avviare nuovi corsi di laurea in area socio-sanitaria come ad esempio operatori di ortottica, di terapia occupazionale, ecc. se davvero volessimo ritornare ad essere una regione all’avanguardia in Sanità. Si sarebbero potuto potenziare tutti le attività di spettacoli dal vivo, compreso il teatro di figura, che sono state così tanto penalizzate dal COVID, ma che sono indispensabili per elaborare in questi tempi bui, un immaginario collettivo di speranza. Si sarebbe potuto potenziare l’ATER in modo da ridurre le liste di attesa soprattutto di cittadini anziani e fragili che chiedono alloggi con l’ascensore oppure al primo piano.

Infine si sarebbe potuto creare un paracadute alle scuole di ogni ordine per fare in modo che qualsiasi incremento di bollette o dei costi di altri servizi fosse trasparente per loro rispetto all’organizzazione delle loro attività. Dopo avere, di fatto, compromesso pesantemente il diritto alla scuola a causa delle misure sanitarie durante la pandemia, oggi non possiamo più permetterci che possa sorgere nemmeno il dubbio che le scuole debbano ancora fare dei sacrifici di orario e di organizzazione per nuove emergenze quali la guerra e i conseguenti aumenti dell’energia. Ragionamenti di questo genere, purtroppo, vengono invece fatti in questi giorni in molte scuole. Riteniamo profondamente ingiusto penalizzare ancora i nostri giovani. Avremmo dovuto potenziare tutti i servizi di pre-accoglienza, di post-accoglienza e di tempo pieno in tutte le nostre scuole, per assicurare la piena conciliazione dei tempi della scuola con i tempi lavorativi. Solo così è possibile sostenere davvero la famiglia come soggetto sociale, e soprattutto solamente così è possibile garantire quei tempi di socialità formativa che sono alla base di qualunque benessere.

[1] Link al Rapporto della Caritas: https://www.caritas.it/wp-content/uploads/sites/2/2022/10/sintesi_rapportopoverta2022.pdf

Qui il testo del DDL 178 fuoriuscito dalla Commissione

Promozione di una politica per la pace: partecipazione alle manifestazioni di Udine e Aviano

A Udine e ad Aviano si sono svolte due importanti manifestazioni per promuovere una politica di pace che favorisca i negoziati per un cessate il fuoco in tutti i teatri di guerra oggi insanguinati nel mondo.
In guerra non ci sono mai vincitori, c’è solo violenza nei confronti dei cittadini e utili per i mercanti d’armi e gli speculatori.
C’è chi trae profitto dalla guerra ma non ne paga mai il prezzo.
L’Italia ha aziende di stato che producono e soprattutto vendono armi e armamenti a paesi che non rispettano i diritti civili. Anche nella nostra regione. Ciò deve fare riflettere.
Udine è città membro dagli anni ’80 del movimento internazionale Mayors for Peace, che si batte per il disarmo e i valori della cooperazione.
Il Sindaco di Hiroshima è il presidente e il sindaco di Granollers in Spagna è il vicepresidente. Granollers fu la prima città europea nella quale nel 1938 ci fu un bombardamento sui civili. Fu ad opera dell’aviazione italiana fascista.
Per questi motivi è importante che ogni cittadino di Udine faccia sentire la propria voce contro la guerra.

Assestamento autunnale: il commento di Furio Honsell

“Oggi in Commissione Bilancio del Consiglio Regionale è stato approvato dalla maggioranza Fedriga un assestamento di autunno di ulteriori 221 milioni di Euro. Ancora una volta la Giunta Fedriga ha la fortuna di nuotare nell’oro rispetto alla Giunta precedente. Molte di queste risorse derivano però da assegnazioni non spese varate nei provvedimenti legislativi precedenti. Il provvedimento è comunque assolutamente inadeguato dal punto di vista ambientale. Manca ancora un Piano Attuativo Energetico e Ambientale e i 100 milioni di Euro promessi dal Presidente Fedriga per sostenere l’installazione di fotovoltaico presso i privati, di fatto non ci saranno se non nel tardo 2023. Questa norma non definisce infatti, in nessuna misura i criteri e le modalità di erogazione di tale contributo, ma rimanda solamente ad una norma futuribile.
Altrettanto insoddisfacenti sono i contributi per la mitigazione degli aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia. Ogni assessorato ha utilizzato un criterio autonomo e c’è il rischio concreto che non siano sufficienti per ridurre l’impatto ad esempio sulle scuole, in quanto non sono stati varati strumenti di monitoraggio. Non mancano invece ulteriori milioni per la benzina agevolata a favore di chi ha le automobili più potenti e che consumano quindi di più, e certamente non sono le fasce più deboli.
Per tutti questi motivi abbiamo dato voto contrario in Commissione come Open Sinistra FVG, diversamente da altre forze di opposizione che si sono astenute”: così si è espresso 14Furio Honsell Consigliere Regionale di Open Sinistra FVG.

Solidarietà alla Dott.ssa Andriani: va garantita la sicurezza e l’idoneità dei locali

“Esprimo tutta la solidarietà alla Dott.ssa Adelaide Andriani per la brutale aggressione subita mentre svolgeva il servizio di guardia medica a Udine, mentre offriva con generosità un servizio indispensabile alla nostra comunità. È un episodio gravissimo che non deve ripetersi. Ancora una volta chiediamo all’Assessore Riccardi, come abbiamo fatto in tutti questo cinque anni, di non trascurare l’importante servizio di continuità assistenziale. Va garantita la sicurezza e l’idoneità dei locali. È necessario che ci siano almeno due persone presenti in ogni momento e che siano assicurate misure per gestire le emergenze. La sanità territoriale è fondamentale ed è fondamentale garantire in primo luogo gli operatori”: così si è espresso Furio Honsell consigliere regionale di Open Sinistra FVG.

Sul progetto di attività motoristiche nelle montagne del Friuli: presentata interrogazione Open Sinistra FVG

“Ieri ho depositato come Open Sinistra FVG un’interrogazione alla Giunta per conoscere tutti i dettagli e quali siano state le autorizzazioni ambientali fornite per il progetto di attività motoristica a scopo ricreativo che vedrà prossimamente la luce tra le località di Sauris, Forni di Sopra, Sappada e Ampezzo attraverso un circuito di 70 chilometri: un progetto che porta con sé serie preoccupazioni circa i possibili effetti negativi sulle nostre montagne, in quanto il passaggio delle motoslitte causerà inquinamento e i rumori emessi dagli stessi mezzi metteranno a dura prova la fauna selvatica presente nella zona”.
“È necessario compiere una riflessione seria sul tema della tutela dell’ambiente e del turismo: vogliamo un turismo che distrugge la fauna ed inquina le nostre montagne o vogliamo un turismo lento che tutela e preserva il territorio per le future generazioni? Non è andando avanti con progetti di cementificazione del territorio (come per la salita al Monte Lussari in vista del Giro d’Italia) o con progetti dal forte impatto come in questo caso che si porta avanti un’idea strategica per il futuro turistico della nostra regione”: così si è espresso Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra FVG.

Programma Triennale dell’Assistenza Territoriale: parere contrario di Open Sinistra FVG

“Ieri è stato approvato in Commissione Sanità del Consiglio Regionale, il programma triennale 2023-2025 dell’assistenza territoriale. Come Open Sinistra FVG abbiamo dato parere negativo. Il documento è corposo e ricco di principi, ma molto astratto. In sostanza è il solito adempimento, in cui ci si trincera dietro nomi altisonanti quali Ospedali di Comunità, Punti unici di accesso, Punti Salute di Comunità, ecc. e pagine e pagine di acronimi, a cui si attribuiscono decine di compiti e mansioni. Nulla però si dice di come, e soprattutto quando, verrà reclutato il personale necessario. Questa è infatti la principale criticità.
Non si può continuare a fingere di realizzare una sanità territoriale solo in modo nominalistico o peggio ancora facendo nuovi investimenti in immobili se questi rimarranno vuoti.
Di salute mentale, prevenzione, aree periferiche si parla molto poco nel documento. È risultato palese che le strategie concrete di attuazione erano vaghe e da definire. Ancora una volta abbiamo dichiarato che non si affrontano le criticità della sanità territoriale con dei volumetti, come questo programma, che dietro non hanno vera sostanza. La sanità non è questione di retorica”: così si è espresso Furio Honsell di Open Sinistra FVG.

Relazione di minoranza Honsell su strumenti manovra di bilancio

Giunti alla quinta e ultima manovra di bilancio della XII legislatura, dopo un biennio tra i più opulenti che la storia di questa Regione Autonoma ricordi (ancorché dovuto, in parte, all’incapacità di spendere il denaro per mancanza di progettualità e al conseguente elefantiaco avanzo di amministrazione accumulato), forti di un incremento di entrate tributarie per 5,659 milioni di Euro (in verità 5,716), quindi 140 in più del 2022, per un totale di ben 295 milioni di risorse manovrabili in più del 2022, con una previsione di entrate complessiva a fine 2022 di 8,147 miliardi a fronte dei 7,315 dell’anno precedente e con una previsione di cassa di ben 14,205 miliardi a fronte dei 12.748 del 2022, ci saremmo aspettati qualcosa di ben più ambizioso che non la mera ordinaria amministrazione! Dopotutto, si dovrebbe governare anche per la Storia, e non solo per le preferenze! Ci saremmo aspettati qualcosa che rendesse memorabile la Giunta Fedriga e la sua maggioranza. Ci saremmo almeno aspettati un Consiglio delle Autonomie coraggioso nel rivendicare il proprio ruolo territoriale di fronte a tanto denaro. Invece, nulla di tutto ciò. Di cospicuo in questa manovra, oltre alla massa di denaro, non c’è proprio nulla se non proprio il vuoto, l’assenza di qualsiasi strategia di programmazione, finanche della consapevolezza che siamo entrati nel XXI secolo!  È una manovra di bilancio che si ispira al passato, prigioniera del più vecchio e muffito paradigma politico: ovvero cavalcare slogan e costruire opportunisticamente consenso attraverso contributi. Non emerge nemmeno una azione coraggiosa, verso la transizione energetica, o verso la sostenibilità, o verso una sanità più affidabile, o verso una valorizzazione delle autonomie locali. Il trittico di leggi che costituisce questa manovra di bilancio è assolutamente anonimo, banale: business-as-usual. Forse, ciò era inevitabile, visto che assolutamente anonimi sono stati tutti questi cinque anni in Friuli Venezia Giulia, guidati da una Giunta e una maggioranza tese a spartire risorse senza strategie concrete al di là degli annunci, preoccupate più di effimere apparizioni sui media che di incidere in modo durevole sul progresso della nostra comunità.

Questa manovra ignora palesemente le due derive gravissime che ci condurranno come sonnambuli all’esplosione di un effetto domino socio-ambientale che renderà il pianeta inabitabile in molte sue parti. Entrambe queste derive sono la conseguenza di uno squilibrio ingiusto, riguardo al quale è gravemente colpevole procrastinare una compensazione. Cresce la disuguaglianza economica tra le classi sociali, che non permette più di rendere esigibile l’articolo 3 della Costituzione Italiana sul piano sincronico, mina la coesione sociale e con essa la stessa democrazia. Parallelamente cresce il saccheggio delle risorse planetarie di acqua, suolo e aria, e cresce l’indifferenza per il volume di emissioni di CO2 e altri gas serra climalteranti, scaricato in atmosfera. Tutto ciò provoca un’altrettanta lampante inesigibilità dell’articolo 3 della Costituzione Italiana, sul un piano diacronico però, nei riguardi delle generazioni a venire, che saranno schiacciate dal peso dei debiti finanziari e ambientali scaricati su di esse. La sostenibilità avrebbe dovuto essere la trama di questa manovra, perché solamente la sostenibilità può essere, nel XXI secolo, il punto archimedeo su cui fare leva per affrontare il futuro. Questo trittico normativo non sembra accorgersi invece né dei devastanti numeri sulla povertà relativa e assoluta, né dei numeri sui working poors, i NEET e gli scoraggiati della regione, né degli indicatori ambientali. Si continua a elargire contributi senza legarli al bisogno, e non si fa nulla per contrastare il riscaldamento globale e quindi tutte le sue tremende conseguenze: siccità, fenomeni estremi, perdita di habitat e biodiversità.  Nella mia relazione al NADEFR ho stigmatizzato gli indicatori relativi alla nostra regione che ritengo più negativi e preoccupanti, che però erano stati trascurati, nonché il deficit di programmazione per compensarli ivi previsto. Poiché ogni anno manca il tempo per ragionare di prospettive riporto qui alcune considerazioni svolte anche in quella relazione. Malgrado il quoziente rivendicato trionfalmente dal Presidente Fedriga nel NADEFR 2023 di un PIL pro/capite di 33.000€ in FVG, il numero dei nuclei con figli minori, ma con ISEE inferiore a 30.000€ in FVG, è cresciuto del 10% solo nel 2021, fino a raggiungere circa 60.000 nuclei. La Giunta sfoggia il fatto che la percentuale delle famiglie in povertà relativa in FVG sia la metà di quella a livello nazionale, ma facendo i calcoli, questi sono pur sempre il 5,7% delle famiglie, ovvero quasi 30.000 nuclei. Analogamente la Giunta molto si compiace che le persone al di sotto della soglia di povertà siano solo l’8,3%, rispetto al 14,8% della media nazionale, ma sono pur sempre quasi 100.000!

Di fronte all’indolente incoscienza socio-ambientale di questa manovra di fine legislatura, e all’inconsistente banalità di questo trittico di leggi, non riesco a scacciare dalla mente i versi finali della poesia The Hollow Men, di T. S. Eliot[1]:

This is the way the world ends

This is the way the world ends

This is the way the world ends

Not with a bang but a whimper.

In questa relazione non ripeterò nei dettagli quanto ho cercato di proporre in questi cinque anni, inascoltato, in tema di emissioni, di diritto allo studio, di innovazione, di cultura, mi limiterò solamente ad illustrare, in modo cursorio e sconsolato, la vertiginosa distanza prospettica tra la visione che ho proposto come Open Sinistra FVG in questo quinquennio e le norme di questa manovra.

Transizione energetica e misurazione dell’impronta carbonica nelle scelte legislative. Decine di milioni vengono elargiti ad aziende, istituti scolastici, enti vari, ecc. in quasi tutti gli articoli per l’abbattimento dei maggiori costi delle bollette energetiche (ciascuno a favorire i propri clienti), ma a nessuna categoria di soggetti viene richiesto di ragionare obbligatoriamente su un possibile efficientamento, e per nessuno di questi ambiti viene varato,  pur potendolo fare sulla base delle disponibilità economiche, un piano organico per la transizione energetica e la riqualificazione, ad esempio, degli edifici. Sono tutti contributi a fondo veramente perduto perché al di là del sollievo momentaneo non accrescono valore. Inoltre i contributi maldestramente promessi retroattivamente dal Presidente Fedriga per il fotovoltaico domestico sono ancora da disciplinare e comunque saranno spartiti senza tener conto delle disponibilità dei beneficiari e quindi andranno ad accrescere la disparità e la povertà energetica. Centinaia sono i milioni erogati agli enti locali attraverso i meccanismi di concertazione ma, anche in questo caso, nessun criterio è stato introdotto affinché queste risorse vadano investite nella direzione della sostenibilità, anche perché quasi nessun comune ha un PAESC, come da tempo richiediamo. Negli articoli sul turismo si parla più di impianti di risalita a fune che di turismo lento e sostenibile. Clamorosamente, nella legge di bilancio vengono confermate parecchie decine di milioni di euro (55 milioni di euro a consuntivo 2022) per incentivare i consumi di gasolio e benzina degli autoveicoli privati inquinanti. Incidentalmente faccio qui notare che questi contributi che di fatto arricchiscono solamente le multinazionali degli idrocarburi fossili, valgono la metà delle entrate per la compartecipazione dell’imposta erariale sui carburanti. Quindi l’operazione benzina agevolata che tanto infiamma gli entusiasmi di quasi tutto l’arco di questo emiciclo, all’opposto di quanto sostiene l’Assessore Scoccimarro, finanziariamente è un’operazione totalmente in perdita, perché nemmeno i più spudorati sostenitori di questa norma immorale hanno mai stimato che l’assenza di contributi comporterebbe una riduzione del 50% dei consumi su tutto il territorio regionale! Le spese sulla Missione 9 – Sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente e territorio sommate a quelle sulla Missione 17 – Energia e diversificazione delle fonti energetiche, non raggiungono il 3% delle entrate di questo bilancio. Negli anni successivi è previsto che tale percentuale scenda ulteriormente. Tutto ciò è di vergognosa eloquenza. Sorridiamo, per non piangere, nel rilevare che nel NADEFR-partecipate, la crisalide UCIT non sappia ancora che la sua attività nel 2023-2025 sarà ben diversa da ciò che colà dichiara, in quanto, completata la sua metamorfosi in FVG Energie farà[2], sàcusate dovrei dire “è stato annunciato che farà”, in 5 mesi quello che non è stato fatto in 5 anni dall’intera Regione in fatto di transizione energetica e riduzione delle emissioni. Infine dal documento ISTAT Rapporto SDG 2022 [3] si legge: “Per il Goal 6 (Acqua) Lazio, Sicilia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono le uniche regioni distanti dalla media Italia”. Leggendo i dettagli della manovra non sembra esserci consapevolezza di questo fatto, eppure la nostra regione sarà particolarmente esposta alla all’aumento di temperatura e alla siccità.

Sanità. Di tutt’altro peso è la Missione 13 – Tutela della salute. Qui la spesa supera il 50% del Bilancio ma è spesa concentrata per oltre il 90% su un unico capitolo, il 4364/S, previsto nell’ambito dell’asettico (è proprio il caso di dirlo) programma dal titolo Finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA. Questo capitolo, il cui utilizzo sfugge completamente dal controllo del Consiglio, è assegnato direttamente ai Direttori Generali delle 4 mega-aziende e l’efficacia di tale investimento dipende quindi esclusivamente dalla proporzione tra l’intelligenza fluida e quella cristallizzata (come definite dallo psicometrista Cattell negli anni ’60) di cui dispongono, sempreché l’Assessore Riccardi, che spesso appare invece come il vero deus ex-machina del sistema sanitario, non eserciti un controllo più puntuale. Il fatto che la sanità in Friuli Venezia Giulia stia progressivamente degradandosi è ormai fatto incontestabile: le oltre 15.000 firme raccolte dal Comitato per la Sanità Pubblica in poco più di un mese e i molti comitati a difesa degli ospedali minori dimostrano un forte bisogno di sanità che non trova risposte adeguate. Sono molto gravi e preoccupanti i seguenti aspetti della sanità in FVG: le valutazioni negative del rilevamento Bersaglio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa del 2022 relativamente all’obsolescenza delle attrezzature e l’inappropriatezza delle cure; la diaspora di professionisti a tutti i livelli dalla sanità pubblica verso il privato, accompagnata dai numerosi segnali di una profonda insoddisfazione del clima lavorativo nelle aziende; la progressiva esternalizzazione di tanti servizi senza che si riducano le liste di attesa; la progressiva privatizzazione anche all’interno delle stesse strutture pubbliche con il fenomeno dei gettonisti e delle cooperative esterne impiegate anche nella gestione di servizi essenziali; la mancanza di qualsiasi indagine sul benessere organizzativo  aziendale. È estremamente grave che né nel NADEFR né nella manovra sia reperibile alcunché che permetta di affrontare anche uno solo di questi gravissimi problemi. In questi anni l’Assessore ha costituito tre mastodontiche mega-aziende che sono difficilissime da governare e sembrano andare alla deriva a fronte dell’enormità dei bisogni a cui sono chiamate a rispondere, aziende che nel prossimo anno vedranno ulteriormente espandersi la loro attività da aziende territoriali-ospedaliero-universitarie in aziende territoriali-ospedaliero-universitarie-socio-assistenziali. Richiederemo all’Assessore un forte impegno a garantire risposte concrete a tutte le problematiche sopra citate a partire dalla continuità assistenziale e il pronto soccorso nelle aree periferiche, e soprattutto la riduzione dei tempi di attesa. Molto grave appare anche la mancanza di informazioni sulle novità che avrebbe dovuto portare il PNRR in tema di organizzazione sanitaria, ovvero la costituzione di quelle Case della Comunità che dovevano implementare insieme agli infermieri di comunità il nuovo modello di sanità territoriale e medicina di iniziativa. Aspettiamo da decenni in questa regione questo cambiamento di paradigma per gestire la medicina preventiva e le problematiche croniche e evitare l’approccio meramente prestazionale che, se aziendalisticamente si gestisce comodamente, è quasi sempre troppo tardivo e quindi invasivo. Non dimentichiamo che questa regione era ai vertici della sanità pubblica nazionale, ma non lo sembra essere più! D’intesa con le altre opposizioni intendiamo proporre un mega-emendamento che impegni l’Assessore ad una vigilanza maggiore sull’operato delle aziende affinché la sanità dia risposte più attente e puntuali sui temi sopra sollevati, mirando ad un approccio orientato al risultato piuttosto che all’adempimento. Sotto il profilo strettamente finanziario, rilevando che sebbene vi sia stato un aumento delle risorse di circa il 4% nel 2023, rispetto al previsionale dell’anno scorso, il consuntivo del 2022 risulta di molto superiore. Alla luce dell’enormità dei problemi rilevati sarebbe stato dunque opportuno investire in sanità una quota ben superiore dei soli 45milioni di spesa corrente e dei 67 di spese per attrezzature in più rispetto al 2022, vista l’entità delle risorse manovrabili disponibili in questo bilancio.

Opere pubbliche e trasporti. Innumerevoli volte in questi cinque anni abbiamo proposto il recupero, anche in chiave di produzione di energia elettrica da fotovoltaico, delle aree dismesse e tra queste gli oltre 100 km2 di aree ex-militari. Ma nulla di significativo in questa direzione compare nella manovra.  La nostra regione è sopra la media nazionale per il consumo di suolo, ma senza particolari preoccupazioni vengono invece investite somme importanti per compensare gli aumenti delle materie prime nei quadri economici di opere forse superflue o addirittura avversate dalle comunità locali nell’articolo 5. Più volte avevamo proposto di rivedere le opere impattanti dal punto di vista del consumo di suolo. Si pensi solo alla Palmanova Manzano. Dal punto di vista dei trasporti, mentre in tutto il mondo occidentale vengono messi in discussione i trasporti aerei là dove sono sostituibili da quelli ferroviari, il Friuli Venezia Giulia va invece in direzione opposta. Nel NADEFR-partecipate la società Aeroporto FVG non sembra essersi accorta di tali problematiche e continua a progettare un incremento dei voli e delle destinazioni. Di investimenti, d’intesa con RFI, per il potenziamento delle linee ferroviarie locali e della frequenza dei treni non se ne parla proprio, invece.

Diritto allo studio. In questi cinque anni abbiamo richiesto costantemente l’incremento delle risorse per la formazione e la ricerca. Abbiamo richiesto l’abbattimento delle tasse universitarie per tutti, più borse di dottorato, anche per contrastare la diaspora dei cervelli e l’istituzione di nuovi corsi di laurea in area sociosanitaria. Purtroppo non vi è nulla di rilevante in questa manovra finanziaria al riguardo, tutto è business-as-usual. Anzi non viene nemmeno compensata simbolicamente la tassa regionale sul diritto allo studio (articolo 7, comma 1, del DDL 182). Poca attenzione è stata riservata da parte della Regione FVG, a nostro avviso, alle problematiche che gli istituti scolastici hanno avuto per i rincari dei servizi in seguito all’inflazione. Come è apparso sui giornali, è concreto il rischio che si vengano a creare delle pesanti disparità tra gli studenti le cui famiglie possono permettersi i contributi volontari e quelli le cui famiglie non possono farlo. Non è accettabile che la Regione rimanga a guardare inerte, dall’alto delle sue vertiginose entrate fiscali, sostenendo che vi è autonomia scolastica oppure delegando tutto agli EDR.

Sport e tempo libero. È imbarazzante che la Protezione Civile si sia adoperata a cementificare la strada di accesso al Monte Lussari spendendo quasi un milione e mezzo di euro, originariamente destinati per il ripristino del territorio dopo la tempesta Vaia, in modo da favorire una manifestazione di ciclismo professionistico privata e molto invasiva quale il Giro d’Italia. Chi si assumerà la responsabilità dell’intervento e delle sue conseguenze ambientali permanenti? È legittimo che per uno spettacolo commerciale-sportivo transitorio vengano deviate risorse pubbliche così ingenti senza un’analisi costi-benefici? È imbarazzante che vengano spacciati investimenti per impianti di biathlon come investimenti per lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente. Ma quanto costerà globalmente alla Regione FVG, ospitare la poco conosciuta manifestazione EYOF, la cui spesa è spalmata su numerose missioni di cui veniamo a conoscenza con il contagocce? È legittimo operare così? Quale frazione di questo oneroso investimento di parecchi milioni, e delle altrettante onorese anticipazioni fornite da vari assessorati, quasi la Regione fosse un istituto bancario, sarà di beneficio alla nostra montagna, al di là dell’effetto propagandistico in chiave elettorale per alcuni consiglieri?

In chiusura delineo alcune problematiche che necessiterebbero di ben altro spazio e approfondimento che purtroppo in commissione non c’è stato.

In primo luogo cito la seconda tranche dei 10 milioni previsti in base all’accordo con la Novartis, articolo 7 commi 51-57. La richiesta di un approfondimento in Commissione congiunta sanità-ricerca di tale accordo di programma non è stata ancora evasa. Pertanto permangono tutti i dubbi su questo opaco accordo, che prevede di legare la Regione ad un’unica casa farmaceutica e di mettere a disposizione i nostri dati sanitari, ancorché aggregati, ma nel quale non viene specificato il contributo della multinazionale che, se l’accordo fosse davvero a nostro vantaggio, dovrebbe invece copiosamente investire. Questo tema porta a segnalare anche la marginalità con la quale in questo bilancio è stato trattato il tema dell’innovazione, delegando essenzialmente quasi tutto al POR/FESR. Almeno possiamo dire Grazie Europa!

Si esprime preoccupazione sull’andamento della programmazione delle iniziative di Nova Gorica/Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, che a meno di due anni appare ancora molto incerta.

Relativamente alle Autonomie Locali si segnalano tre gravi questioni, che non sembrano ricevere risposta.  Perdura l’incertezza sui criteri con i quali viene formulata la tabella Y relativa all’extra-gettito che tanta agitazione suscitò cinque anni fa, ma che oggi, pur essendo la situazione immutata, appare stranamente sedata. La seconda riguarda il fatto che per gli anni 2024 2025 non appare quel paracadute finanziario per tutelare i Comuni da eventuali nuovi extra-gettiti a seguito della regionalizzazione dell’IMU.  A nostro avviso quella norma scarica sugli enti locali una notevole responsabilità e quindi un paracadute per i primi anni di applicazione sarebbe dunque indispensabile. Infine non sembra essersi risolta l’annosa questione della mancanza di personale, in primis i segretari comunali, presso gli enti locali. Dopo l’azzeramento forzato delle UTI rileviamo che si sono aggravati i problemi gestionali per tutti i comuni, ma non c’è traccia della riforma degli enti locali promessa.

Segnaliamo infine l’assenza, nel corposo faldone dei documenti di questa manovra, l’analisi della strategia adottata per fronteggiare quel fenomeno che ormai ci eravamo dimenticati di tenere a bada, ma che crescerà nel 2023, ovvero l’inflazione, che si prevede raggiungerà il 10%. Poiché manca una discussione di tale problematica ci si domanda se davvero questa manovra permetterà di mantener la qualità dei servizi, al netto di tutti i contributi promessi.

Per completezza segnaliamo anche la marea di contributi e proroghe di rendicontazione previste in tutti i settori. Numerose sono anche le devoluzioni o i rimbalzi di cospicui risorse tra soggetti attuatori, che non decidono di avviare le opere. Ci limitiamo a citare, uno per tutti, il caso di Gorizia. Siamo avviati a vedere incrementare l’avanzo di amministrazione non solamente della Regione, ma di tutti i beneficiari della sua munificenza.

Abbiamo dato parere contrario in Commissione a tutte e tre le leggi in questione e a quasi tutti gli articoli. Non presenteremo ordini del giorno, perché ormai non c’è più tempo per poterli attuare entro la fine legislatura. Faremo invece, come sempre, con spirito costruttivo alcuni emendamenti, pur con l’amara consapevolezza che la mentalità con la quale è stata concepita questa manovra di bilancio rende le tre norme quasi inemendabili per noi di Open Sinistra FVG e viceversa rende i nostri emendamenti ideologicamente inaccettabili per questa maggioranza. Chiudo dunque con una domanda: “Fino a quando si può ancora distribuire denaro pubblico senza tenere conto del bisogno dei cittadini di oggi e di quello delle future generazioni, se ce ne saranno, Presidente Fedriga?”

Testo DDL n. 182 “Legge collegata alla manovra di bilancio 2023-2025” | DDL n. 183 “Legge di stabilità 2023” | DDL n. 184 “Bilancio di previsione per gli anni 2023-2025”

Note:

[1] https://allpoetry.com/the-hollow-men

[2] Legge regionale 29 novembre 2022, n. 18 “Disposizioni regionali per la transizione energetica” https://lexview-int.regione.fvg.it/FontiNormative/xml/IndiceLex.aspx?anno=2022&legge=18&fx=leg

[3] https://www.istat.it/storage/rapporti-tematici/sdgs/2022/Rapporto-SDGs-2022.pdf