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Sul progetto Bini di un centro di sviluppo per il triangolo della sedia e cividalese

“Mercoledì in Consiglio regionale l’Assessore Bini ha proposto un investimento di ben 15 milioni per il progetto di un centro di sviluppo e rilancio per il triangolo della sedia e cividalese che ha nella realizzazione di un centro ad alto contenuto tecnologico di oltre 6 milioni il punto qualificante. Ma il progetto è a scatola chiusa! Non è chiaro chi lo gestirà, dove? Non è chiaro cosa ci sarà oltre alla prototipazione rapida che è stata citata. L’iniziativa è legata all’ex consorzio ZIU, adesso COSEF.
Ma perché nessuno della Giunta ha saputo rispondere alla domanda che abbiamo posto come Open Sinistra FVG sul fatto che Friuli Innovazione, insediato proprio alla ZIU, ha strutture ed un’esperienza di oltre 20 anni proprio nella prototipazione rapida e nelle attività di innovazione a favore delle aziende la sua attività? Perché c’è bisogno di quello che sembra un doppione e per di più ancora evanescente e vago? Spero che il motivo non sia che il sistema dei parchi è stato smantellato e molti soggetti che facevano parte della compagine di Friuli Innovazione ovvero industriali, camera di commercio, università, si siano pentiti di averlo fatto e hanno difficoltà di dialogo con Area di Ricerca di TS nel tanto decantato progetto Argo. Forse sarebbe stato molto più efficiente e funzionale inserire il progetto di Bini in Friuli Innovazione. Si sarebbe già a metà di un progetto meritevole per il triangolo della sedia e il cividalese. Ci dichiariamo preoccupati anche perché il progetto è arrivato in aula in zona Cesarini, senza un prezioso approfondimento in Commissione” ha concluso il consigliere regionale Furio Honsell.

Relazione Honsell DDL 147 “Misure Intersettoriali”

Come Open Sinistra FVG siamo stati l’unico gruppo consiliare a votare espressamente contro a questo Disegno di Legge in commissione. Non riteniamo corretto che la maggior parte dei quasi 90 milioni di soldi pubblici manovrati, in questa si-fa-per-dire manovrina, vengano impiegati senza un’adeguata riflessione e non lascino traccia se non su qualche documento economico-finanziario per far bilanciare le due colonne della partita doppia.

In questo momento, superficialmente, straordinario nel quale viviamo, pesantemente condizionato dalla pandemia sul piano sanitario e dalle tensioni sociali che la sua profilassi comporta, ma anche eccezionalmente pingue sul piano finanziario con il contemporaneo allentamento se non addirittura la scomparsa di tutte le preoccupazioni e misure di contenimento della spesa pubblica che avevano soffocato il progresso del nostro paese in anni recenti, ben altro avrebbe dovuto essere il piglio di chi guida questa Regione. Invece, a fronte della maturazione di risorse inaspettate che ammontano a 54M di avanzo libero  e maggiori entrate di 33M, nulla sembra andare, al di là di un’ipocrisia di circostanza, nella direzione del contrasto alle più gravi emergenze dei nostri tempi, le cui radici risalgono a ben prima della pandemia, ovvero le disparità economiche che accelerano, l’assenza disperante di pari opportunità non solo di genere, ma anche e soprattutto educative, e una coraggiosa inversione di tendenza nella transizione energetica.

È certamente lodevole la corretta gestione della contabilità, ma questo non può essere il fine e l’unico orizzonte di un’azione legislativa. Se il ruolo della finanza virtuale diventa così forte rispetto a quella reale, non si tratta nemmeno più di privilegiare il valore di scambio rispetto a quello d’uso: la politica ha abdicato completamente la sua sovranità alla macchina amministrativa.

Non dimentichiamo, ancora una volta, il grido di paura lanciato dal Presidente Fedriga circa un anno fa, quello di non poter pagare i medici e gli infermieri in piena pandemia. Non solo tale valutazione si è rivelata completamente errata ma, tutto all’opposto, è come se l’amministrazione regionale avesse vinto la lotteria! Sono arrivati fiumi di denaro, compresi quelli manovrati da questo DDL, che a nostro avviso dovrebbero lasciare un segno profondo, il cui uso dovrebbe rispondere a scelte strategiche incisive. Non dunque a quelle di questo modestissimo DDL 147. Altrimenti ci ritroveremo come coloro che quando piove cercano di scaricare l’acqua per paura dell’inondazione per poi ritrovarsi assetati quando verrà la siccità.

Ecco i principali punti critici, che avrebbero meritato un’indagine più approfondita.

Il primo riguarda la sanità: l’Art. 8, tabella H. Vengono versati ulteriori 30M alle aziende ma, sebbene i numeri contabili ci siano stati dati al dettaglio dell’euro, non è risultato assolutamente chiaro né se queste ulteriori risorse saranno sufficienti a chiudere l’anno, né perché ci siano stati questi ulteriori disavanzi nei bilanci delle aziende. La qualità dei servizi nelle aziende sanitarie presenta numerosi criticità: le liste di attesa si allungano, i dipendenti ospedalieri diminuiscono, il sistema territoriale vive un clima di “aspettando Godot”, mentre vanno in pensione senza essere sostituiti i medici di base e molti territori segnalano la mancanza di operatori di continuità assistenziale/guardie mediche. I comitati per la difesa dei PPI, nei distretti meno centrali della regione, sono sempre più in agitazione. Nulla assicura che queste risorse mitigheranno tali criticità.

Il secondo punto critico riguarda i ben 33 milioni dell’art. 2, commi 10-14, che vengono volatilizzati per compensare “crediti non esigibili” relativi alla liquidazione del Consorzio Aussa Corno, di cui oltre due terzi dovuti alle escussioni da parte di istituti di credito di fideiussioni concesse dalla Regione per operazioni condotte dal Consorzio che non sono state compensate dalla sua liquidazione. La questione non è stata affatto chiarita in tutti i suoi dettagli. Non è chiaro che la somma sia sufficiente a chiudere tutta l’operazione relativamente alla Regione e le sue partecipate, né come mai essendo ormai noto da anni che non si sarebbe rientrati dagli investimenti (e qui è strano anche che i segni meno dovuti alle escussioni siano stati iscritti come crediti), gli stessi non sono stati compensati in modo proporzionale annualmente? Come mai non c’è stato un piano di rientro e si è dovuta aspettare la tragica vincita della “lotteria” del Covid per compensarli? Certamente è importante rilanciare le attività economiche in quell’area, ma sia ben chiaro che nulla di tutta questa operazione va in quella direzione. A mio avviso si sarebbe dovuto per lo meno delineare il nuovo piano di sviluppo di un’area strategica così importante.

Il terzo punto critico riguarda le ulteriori “milionate” dell’art. 4, tabella D, versate come incentivi al consumo di combustibili fossili! Sì a pochi giorni dal COP 26 di Glasgow un Assessorato che a parole dichiara di voler essere il primo in Italia a realizzare la transizione energetica continua a incentivare il consumo di combustibili fossili! (Va detto che tutto ciò avviene senza suscitare l’orrore in Consiglio!) Con una certa ipocrisia questa misura viene dichiarata come una misura a favore delle fasce deboli, ma poi si scopre che viene applicata indistintamente a tutti, e che la maggioranza degli utilizzatori riceve quote assai contenute. A chi va la maggior parte di queste risorse? Alle compagnie petrolifere che così possono artificialmente aumentare i costi della benzina al netto dell’incentivo nella nostra regione. Se davvero si volesse fare una misura per le fasce più deboli sarebbe meglio considerare dei contributi mirati per contrastare la povertà energetica delle famiglie, anche alla luce dei rincari avvenuti e preannunciati delle bollette energetiche. Oppure si potrebbero riqualificare le case popolari in modo da ridurre i consumi energetici delle famiglie più bisognose! È fastidioso, ma doveroso, ripetere che queste sono misure irresponsabili, si dovrebbe invece investire risorse pubbliche nella riqualificazione degli edifici e nell’incentivazione all’eliminazione del gasolio per riscaldamento.

Il quarto punto riguarda la curiosa gestione tramite commissario dei dragaggi nelle aree più problematiche della nostra costa. Un commissario straordinario ha senso se questi riceve dallo Stato poteri ulteriori per raggiungere più rapidamente l’obiettivo. Ma in questo caso l’unico aspetto che l’art. 4, commi 3-11, chiarisce è la pingue retribuzione che questo commissario riceverà e gli ulteriori costi necessari alla creazione del suo ufficio. L’aspetto sorprendente di queste norme è che non sono fissati termini per l’esecuzione dei doverosi dragaggi. L’unico aspetto che rende straordinario questo commissario è la sua inutilità!

Ulteriori fondi sono dedicati ad anticipazioni per la programmazione europea, ma tutto è molto generico. Non se ne è discusso.  Un po’ di milioni vanno per l’interporto Fernetti-Bagnoli, probabilmente utili, ma non ci è stata fornita l’illustrazione del progetto globale nel quale si inseriscono. La logistica è un settore cruciale di questa regione, sarebbe quindi necessario farne il punto.

Soldi ulteriori vanno alla ristrutturazione di sedi ARPA, allo scorrimento di varie graduatorie opere certamente utili e interventi meritevoli ma tutti passaggi di ordinaria contabilità.

Un elemento positivo di questa norma (art. 6, commi 9-11) è l’autorizzazione concessa al Comune di Udine di poter utilizzare i risparmi sulla ristrutturazione dello Stadio (alcune centinaia di migliaia di Euro) al rifacimento del manto della pista di atletica dell’impianto Dal Dan. Finalmente! Avevo segnalato la necessità di tale opera già in occasione dell’ultimo bilancio, ma mi era stato risposto che non si possono mantenere tutti gli impianti sportivi della regione. Peccato, che questo sia uno di quelli più usati. Con questa norma almeno la Regione non ne ha intralciato la ristrutturazione.

Infine vanno segnalati i commi 16-22 dell’Art. 4 che introducono la disciplina transitoria sull’installazione di impianti fotovoltaici a terra su zona agricola E. Non vi è dubbio che la Direzione abbia confezionato un documento che tiene conto della necessità di bilanciare la volontà di frenare tale proliferazione, con il rischio che se si evidenzia troppo il rischio di tali operazioni, la norma possa venire impugnata dal Governo. Non è chiaro cosa ne sarà degli impianti le cui procedure sono già avviate e di quelli che verranno proposti prima dell’entrata in vigore della norma. Certamente se tale norma entrerà in vigore renderà molto più difficile (ancorché con criteri in verità un po’ soggettivi e quindi facilmente curvabili e impugnabili) tali operazioni. È un passo comunque nella direzione giusta. Avremmo preferito che tali impianti fossero subordinati a parametri quantitativi che misurassero la loro concentrazione e valutassero il consumo di suolo agricolo anche in termini proporzionali. Soprattutto avemmo desiderato che fossero stati individuati meccanismi rigidi di ammortamento per la rottamazione di tali impianti e il ripristino di aree agricole. Altrimenti, senza misure post mortem il fotovoltaico a terra diventerà un meccanismo efficientissimo per produrre, tra qualche decina d’anni, migliaia di ettari di zone dismesse inquinate.

In conclusione, com’è nostra abitudine intendiamo proporre ordini del giorno ed emendamenti, ma difficilmente potremo essere favorevoli ad una manovrina che a nostro avviso non avrà pressoché alcun impatto che conduca questa regione fuori dalla stagnazione economica in cui versa verso una visione gestionale non più business-as-usual. Ormai non dovrebbe esserci più alcun dubbio che questo modo di legiferare porterà già la prossima generazione ad occuparsi solamente di riduzione dei danni che anche questa generazione ha provocato.

Qui il testo fuoriuscito dalla Commissione

Presentazione in conferenza stampa Pdl Honsell “Promozione e sviluppo produzione musicale”

Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra FVG, ha presentato oggi la proposta di legge n. 139: “Provvedimenti per la promozione, la valorizzazione e lo sviluppo della produzione musicale in FVG”, affiancato da Sabrina Morena, consigliera comunale di Open FVG a Trieste ed operatrice nel settore della cultura, e Mauro Tubetti, in arte DJ Tubet, musicista e rapper friulano.

“Lo scopo di questa legge, che si ispira anche a leggi affini in altre regioni, è quella di favorire l’attività di produzione e formazione musicale mediante la definizione di un piano regionale di settore con cadenza  biennale e il sostegno alla costituzione di un’agenzia sul modello della ‘Film Commission’ e del ‘Fondo per gli Audiovisivi’, non solo per il valore culturale in sé, ma anche per dare una risposta ad un settore nel quale ad oggi operano a vario titolo oltre 7.000 tra artisti e professionisti, spesso con contratti precari, partite IVA o contratti intermittenti o a chiamata. Pertanto, la legge opera a tre livelli: quello dell’associazionismo, quello formativo e quello imprenditoriale, consapevoli che il settore della produzione musicale è stato tra quelli più penalizzati dalla pandemia, ma la musica è invece uno dei vettori più efficaci di coesione sociale e di prevenzione al disagio sociale, relazionale e mentale, che proprio nella pandemia si è acuito. Inoltre, la pluralità linguistica e culturale della nostra regione si riflette significativamente sulla ricchezza della nostra produzione musicale e la sua valorizzazione costituisce un’opportunità sul piano turistico ed imprenditoriale.” Così si è espresso Furio Honsell di Open Sinistra FVG.

Secondo Dj Tubet: “una legge che possa sostenere il comparto musicale promuovendone anche lo sviluppo dei suoi artisti e delle formazioni emergenti operativi sul territorio regionale è un’operazione positiva che da un lato potrebbe mettere a ‘sistema’ le varie realtà regionali e da un lato potrebbe assicurare uno sviluppo futuro. In regione abbiamo diverse eccellenze musicali, che comprendono anche patrimoni inestimabili di musica antica e in lingua minoritaria, che meriterebbero un sostegno negli ambiti di produzione, distribuzione e diffusione di prodotti discografici, studi accademici e spettacoli dal vivo prodotti in regione.”

Sulla medesima lunghezza d’onda Sabrina Morena, che ha affermato che la proposta di legge è importante “perché vuole professionalizzare sempre di più gli artisti e incentivare le reti promuovendo la capacità di fare dei progetti europei che sono il futuro della produzione culturale, dando nel contempo una risposta anche ai rilevanti mutamenti introdotti nel comparto musicale dalle innovazioni tecniche in campo digitale, che hanno portato alla nascita di nuove sensibilità e nuove professionalità che questa legge mira a tutelare e valorizzare.”

Qui il testo della Proposta di legge

Giornata Mondiale della Musica: depositata oggi Pdl Honsell sul tema

“Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Musica, abbiamo depositato una proposta di legge dal titolo “Provvedimenti per la promozione, la valorizzazione e lo sviluppo della produzione musicale nel Friuli Venezia Giulia”: la proposta nasce a valle di un percorso di alcuni mesi di dialogo con #musicisti e #operatori del settore, per mettere in sicurezza anche in #futuro, un’attività che non è solamente culturale o educativa ma può avere forti ricadute economico-imprenditoriali, in chiave soprattutto turistica. Uno degli elementi qualificanti della nostra proposta è mutuato dall’attuale assetto del settore degli audiovisivi ed è la promozione di una Music Commission regionale che funga da agenzia al fine di sviluppare il piano regionale per la promozione, la tutela e lo sviluppo del settore musicale con cadenza biennale”: così si è espresso Furio Honsell di Open Sinistra FVG.
“Questa Legge mi sembra molto opportuna soprattutto alla luce della difficilissima situazione che hanno dovuto affrontare coloro che operano nel settore della produzione musicale a causa della pandemia.”