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Ddl 122, sostegno e ripartenza dei settori cultura e sport e altre disposizioni settoriali: relazione Honsell

Dopo ben 3 tentativi falliti, e quasi un anno di attesa, finalmente sembra essersi aperto lo spiraglio per fornire sostegno e ristoro economico alle categorie più fragili dei lavoratori della cultura, dello spettacolo, della musica e dello sport. Evviva!

Questi lavoratori sono stati tra i più colpiti dalla devastante crisi economica che stiamo attraversando, perché operano soprattutto in attività artistiche “dal vivo”, che sono state quasi azzerate a seguito delle misure per fronteggiare la pandemia. Sono lavoratori fragili perché sono quasi sempre lavoratori intermittenti (gli artisti), oppure a chiamata, (la pluralità di figure funzionali alle attività culturali e artistiche stesse, ovvero i tecnici del suono e delle luci, i facchini ecc.).

Questi lavoratori sono tra i più fragili anche non in tempi di contagio, perché non raggiungono i volumi di ricavi che giustificano la costituzione di un’impresa, ma nonostante ciò, operando con partita IVA come lavoratori autonomi o con imprese individuali, sono classificati con quegli stessi codici ATECO che invece, qualora fossero imprese con fatturati più consistenti avrebbero già da tempo beneficiato di misure di sostegno, con i decreti regionali di ristoro precedenti.

Questi lavoratori sono però, tra i più preziosi in questi tempi sconvolgenti, perché con le loro attività aiutano a elaborare i drammi e i lutti della contemporaneità e a costruire un immaginario collettivo di speranza e di fiducia. Sono gli interpreti di un linguaggio che parla alla coscienza di tutti, con registri tra i più diversi e proprio per questo più popolari e universali. Vedere soffocate le loro voci, come è avvenuto fino ad adesso, penalizza pesantemente non solamente loro ma tutti i noi, rendendoci meno resilienti, meno capaci di dare un senso a ciò che ci sta avvenendo.

Come Open Sinistra FVG ci siamo battuti da mesi, perché questi lavoratori venissero riconosciuti e venissero superate quelle che da più parti, erano viste come criticità burocratiche insormontabili. Abbiamo indicato nei registri della previdenza sociale, dell’INPS, e dell’Agenzia delle Entrate i riferimenti da considerare. Siamo quindi lieti di essere finalmente riusciti a sgretolare quel muro di pregiudizi burocratici. Lo saremmo stati ancor di più se tutto ciò fosse stato riportato in questo testo di legge in modo più esplicito. Ciò non è avvenuto, ma il senso dell’Art. 2, le assicurazioni ricevute a voce dall’assessore e soprattutto il decreto attuativo previsto nel comma 4 dell’Art. 2, che verrà comunque valutato in commissione, ci rendono fiduciosi. Comunque, fino a quando non ne vedremo il contenuto, non possiamo averne la certezza. Per questo ci siamo riferiti a questa legge come ad uno spiraglio aperto, e non abbiamo usato la metafora della porta spalancata. Continueremo a vigilare dunque, i lavoratori della musica e spettacolo possono essere certi. E insisteremo se qualche tipologia ancora sfuggisse, adesso che la strada da noi indicata è stata finalmente percorsa.

La vicenda di questi lavoratori però, ci deve far riflettere anche su una questione più generale, che riguarda tutta la metodologia di attuazione dei ristori e dei contributi regionali. C’è infatti il rischio, che abbiamo spesso indicato in passato, che varare misure di ristoro non universali e non secondo il bisogno, come quelle varate prima di questa, aumentino le disparità più di quanto le riducano. Quelle misure, come del resto gli incentivi o le modalità di rinegoziazione del debito, aiutano infatti soprattutto, o solamente, chi prima della crisi si trovava già in una posizione di vantaggio e discriminano invece, o escludono, chi era più fragile o era rimasto indietro. Quindi misure come quelle varate in passato puniscono doppiamente gli ultimi.

Abbiamo segnalato già in molte occasioni questa dinamica perversa, che è quasi un esempio da manuale di effetto paradosso, o effetto rimbalzo: si cerca di aiutare chi si trova in difficoltà ma se non si misura il bisogno, l’effetto netto è di spingere chi è già svantaggiato a livelli ancora maggiori di svantaggio.

Osservate dunque come sono stati approvati i decreti ristori a fondo perduto: i lavoratori più deboli nel contesto economico precedente alla crisi sono gli ultimi ad essere stati aiutati!

Concludiamo questa relazione con alcuni commenti più specifici sull’articolato, che meriterebbero di venir considerate positivamente, per lo meno come ordini del giorno.

Il primo ha anch’esso quasi il sapore del paradosso: tra i luoghi della cultura non compare la SCUOLA! Con svariati emendamenti, inascoltati peraltro, in questi anni abbiamo cercato di sostenere lo sviluppo del raccordo tra teatro e scuola e tra musica e scuola. Queste attività, oltre a permettere in ogni epoca una modalità di apprendimento e di educazione alternativa, ovvero quella performativa e multifunzionale, in quest’epoca di pandemia potevano offrire nuove strategie per superare certe limitazioni della scuola in presenza e della didattica a distanza. Al comma 2 dell’Art. 1 si doveva dunque considerare anche la scuola come luogo della cultura. Proporremo un emendamento e un ordine del giorno in questa direzione.

È importante che le iniziative dell’Art. 3 vadano a compensare i possibili squilibri dei bandi ordinari dall’assessorato e non siano del tipo “piove sul bagnato”, oppure laddove c’è meno siccità, aggravando la desertificazione della cultura diffusa, confermando ancora una volta a i rischi di queste azioni straordinarie, già evidenziati.

Molto interessante infine è l’Art. 4. Se il cluster svolgerà un’attività di consulenza a livello di iniziative europee a tutti i lavoratori della cultura e dello spettacolo, comprese quindi le imprese individuali, permetterà di aprire una pluralità di scenari con importanti ricadute finanziarie e di nuovi orizzonti. Ciò sarà particolarmente importante e funzionale in vista del 2025 che vede Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della Cultura. Questo cluster deve inoltre innescare dinamiche di dialogo e fertilizzazione incrociata (cross-fertilization) tra imprese cultuali anche individuali e imprese economiche in altri settori, anche di dimensioni molto più grandi. Anche qui preannunciamo un ordine del giorno.

Per tutti questi motivi e con lo spirito collaborativo che ci ha sempre contraddistinti, confermiamo il voto favorevole a questo decreto, che sarà tanto più convinto quanto più verranno accolte le nostre sollecitazioni.

Testo fuoriuscito dalla Commissione

Proposta di legge Honsell su “software libero”: comunicato stampa

Oggi, Furio Honsell, Consigliere regionale di Open sinistra FVG, ha presentato la Proposta di Legge n.124 “Norme per la promozione e la diffusione di sistemi di software libero, nonché per la trasparenza, l’accessibilità e la portabilità nella Pubblica amministrazione.” La conferenza si è svolta telematicamente utilizzando la piattaforma Open Source: BigBlueButton. Nel corso della conferenza stampa hanno preso la parola a Giorgio Favaro di Continuity, in rappresentanza delle aziende regionali che sviluppano software libero e Alain Modolo, Presidente dell’associazione di promozione sociale PN Linux User Group, che è l’associazione di riferimento a livello regionale per il software libero.

“Questa proposta di legge vuole promuovere l’utilizzo, lo sviluppo e l’educazione al software libero, per affrancare il nostro paese e le nostre amministrazioni dal colonialismo digitale di poche multinazionali, e sviluppare i principi della conoscenza aperta, e nuovi posti di lavoro qualificati”: ha dichiarato Furio Honsell.

“Da oltre 15 anni è stato approvato in Italia il codice per l’Amministrazione digitale, ma siamo ancora agli albori. Questa proposta di legge nasce da un dibattito con le aziende, le associazioni, le scuole, e le università. Permetterà di promuovere l’adozione e lo sviluppo di software non proprietario attraverso un’alleanza tra sistema pubblico, aziende e associazioni. L’esplosione di attività on line dovuta alle restrizioni per fronteggiare la pandemia, dallo smart working alla didattica a distanza ci ha consegnati nelle mani di pochi soggetti, esponendoci a rischi difficilmente valutabili, quanto alla riservatezza e la portabilità, nonché a futuri costi ingenti, quando le piattaforme oggi gratuite diventeranno a pagamento”, ha continuato Honsell: “solamente un forte sviluppo di software open source può trasformare la nostra regione da consumatore a produttore, con la conseguente creazione di posti di lavoro qualificati. La Regione deve darsi un piano triennale per l’Open source, d’intesa con le associazioni, favorire l’uso di software non proprietario e disincentivare quello che ci rende inconsapevolmente manipolabili”.

Giorgio Favaro di Continuity: “con il progetto comeinclasse.it, Continuity ha investito in soluzioni per la didattica a distanza basate sul software libero BBB fin da inizio pandemia creando eventi divulgativi e facendo comunità insieme alle associazioni più note del settore. È stato un piacere ospitare la conferenza stampa su una delle nostre istanze dimostrando così la versatilità e validità del software. Continuity è accreditata come fornitore AgID con il progetto comeinclasse.it. Nella nostra esperienza possiamo dire che non è la mancanza di aziende che sono in grado di dare alternative basate su software open source e rispettose della privacy, ma molto di più una reale collaborazione ed un piano strategico tra istituzioni e pubblica amministrazione. Questa proposta di legge penso vada nella direzione giusta coinvolgendo aziende, associazioni, pubbliche amministrazioni e rafforza la legge del Codice dell’Amministrazione Digitale già esistente.”

Infine, Alain Modolo, Presidente di PN LUG: “l’esperienza dell’associazione PN LUG spesso viene richiesta per l’utilizzo di dispositivi apparentemente obsoleti, resi tali solo dal software appesantito per farli invecchiare appositamente. Con l’utilizzo di software libero e sistemi Linux riusciamo a recuperarli dando al computer nuova vita, evitando il consumismo programmato. Le 4 leggi del software libero possono essere riassunti in una: condivisione. È questo il valore della nostra associazione che portiamo fra i nostri soci e nelle scuole con cui abbiamo collaborato come associazione di promozione sociale.”

Sulle riammissioni informali e respingimenti richiedenti asilo

Nei giorni scorsi sono apparsi alcuni articoli di stampa sul tema delle “riammissioni informali” nei confronti dei migranti rintracciati a ridosso del confine italo-sloveno, eseguite anche a seguito di manifesta richiesta di protezione internazionale. “Queste riammissioni vengono considerate valide sulla base delle disposizioni di un accordo tra Italia e Slovenia risalente al 1996, ma che oggi sono in difformità all’applicazione del Regolamento Dublino III del 2013 riguardante i soggetti che richiedono alla frontiera questa tipologia di protezione: un’ingiustizia e una violazione del diritto europeo ed internazionale che porta queste persone ad essere ritrasferite in Croazia e poi in Bosnia, subendo terribili violenze e abusi inauditi. È per questo che ho depositato una mozione che chiede alla Giunta un opportuno e celere intervento attraverso un confronto con il Governo italiano e i competenti Ministri al fine di verificare la possibilità di procedere ad una sospensione di queste tipologie di respingimento di richiedenti asilo, che rende aldilà delle ipocrisie il nostro paese complice di quelle violenze” ha dichiarato il Consigliere regionale Furio Honsell di Open Sinistra FVG.

Sviluppoimpresa: spinta innovativa sia responsabile

“Questi giorni è in discussione un pacchetto di leggi per provvedere ulteriori ristori alle categorie colpite dalla crisi economica dovuta alla pandemia e la revisione della legge Rilancimpresa.
Entrambe queste leggi avranno il nostro sostegno anche perché la seconda riprende numerosi temi che erano stati oggetto di nostri ordini del giorno quali: la Silver Economy, il potenziamento delle Start Up e l’Open Technology. Intendiamo intervenire con ulteriori emendamenti per dare ulteriore slancio a queste ed altre tematiche. Il punto fondamentale deve essere quello di incentivare a innovare in modo da garantire maggiore sostenibilità ambientale. All’innovazione va imposto infatti un obiettivo nuovo di responsabilità e resilienza e superare il modello che vede l’innovazione come mero strumento per aumentare la produttività” ha dichiarato il consigliere regionale Furio Honsell di Open Sinistra FVG.