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Relazione Honsell Documento Economia e Finanza Regionale 2023

Questo documento sarebbe potuto essere una pietra miliare. A 9 mesi dalle prossime elezioni sarebbe dovuto essere l’occasione nella quale delineare le potenzialità maturate da questa regione, qualora ve ne fossero, dopo oltre 4 anni di amministrazione di destra, magari attraverso una SWOT analysis, e offrire il quadro programmatico per il prossimo quinquennio. Ma, ad un primo livello di analisi, non c’è nulla che lo distingua dall’essere un mero, ennesimo, adempimento burocratico. E così passivamente è stato accolto nelle Commissioni. Questo DEFR nella parte di programmazione ricapitola le azioni in essere e – disomogeneo nell’offrire i dettagli dell’ordito degli 8 programmi strategici attraverso la trama delle 19 missioni – sfugge sistematicamente ogni tentativo di offrire una chiave di lettura integrata.

La presentazione del Presidente, lunga poco meno di mezza paginetta, è piuttosto generica: esprime il compiacimento di come la Regione abbia superato, a detta sua, la crisi della pandemia, sia in termini di PIL che di occupazione; candida il FVG a piattaforma logistica per i collegamenti con il Centro Est Europa; evidenzia le manifestazioni EYOF 2023 e Nova Gorica-Gorizia 2025; accenna a non meglio delineate tecnologie basate sull’idrogeno che dovrebbero trovare sviluppo in FVG.

Da questo documento avremmo invece voluto comprendere come, anche alla luce del PNRR, la Giunta Fedriga intendesse affrontare le tre crisi/sfide principali che si sono profondamente aggravate in questi anni: la salute, le disparità economiche e il riscaldamento globale. Non è accettabile liquidare tali questioni dicendo che non è stato possibile affrontarle in modo sistematico a causa di una lista di emergenze: il medicano Vaia, la siccità, la pandemia, l’inflazione, attribuita alternativamente e indifferentemente alla transizione energetica o la guerra in Ucraina.  Proprio la mancanza di strategia fa sì che la lista vada allungandosi. Ogni evento diventa un’emergenza.  Il sistema sanitario pubblico è invece sempre più fragile per motivi strutturali e scelte politiche (scarsa attrattività e fuga del personale, arretratezza della strumentazione, assenza di una rete territoriale per gestire le cronicità); le disparità socio-economiche sono cresciute e l’inflazione, alimentata soprattutto da meccanismi populisti non mirati (il 110%, i bonus e gli incentivi a pioggia, la benzina agevolata,…) sta facendo ulteriormente crescere la percentuale di popolazione del FVG a rischio di povertà[1]; infine la colpevole indifferenza sulle emissioni di gas climalteranti ci lascerà del tutto impreparati alle prossime scadenze che dovrebbero assicurare la sostenibilità ambientale. Affrontare ciascuna di queste crisi richiederebbe un’azione integrata e mirata tra tutte le missioni, che invece manca in questo DEFR nel quale tutto si appiattisce. Si pensi solo al tema dell’efficientamento idrico ed energetico, con la corrispondente riduzione dei fabbisogni energetici da fonti fossili, che è la premessa a qualsiasi trasformazione di paradigma socio-economico: quale missione può considerarsi non coinvolta? Tra le oltre 50.000 parole del DEFR le tre parole chiave delle tre crisi: cronicità, disparità, efficientamento compaiono nel DEFR rispettivamente 1,1 e 3 volte.

Se ad un primo livello, quindi, questo DEFR non è all’altezza del momento per il suo business-as-usual, al meta-livello, invece, questo DEFR è molto significativo in quanto rende esplicito, per assenza, il fatto che non ci sono strategie che vadano nella direzione di un necessario, quanto radicale, cambiamento nei modelli di vita e sviluppo della regione relativamente ai servizi, il lavoro, la mobilità e la coesione sociale. La parola che segna questo DEFR, sin dal primo paragrafo del Presidente, è sostegno – sostegno affinché il vecchio modello pre-pandemico vivacchi ancora per un po’. Ovviamente la diponibilità di risorse finanziarie di quest’anno, crea l’illusione che ciò sia possibile almeno in questo scorcio pre-elettorale, ma è evidente che le risorse oggi disponibili non solamente non ci saranno nel 2023, ma presto bisognerà incominciare a pensare come lo Stato dovrà restituire i debiti e compensare gli scostamenti di bilancio che ha contratto anche per assicurare alla Regione tutte queste risorse. Oggi si può festeggiare che si contribuisce molto poco al saldo di finanza pubblica come invece avveniva in passato, ma ancora per quanto?

Questo DEFR nella parte relativa agli indicatori BES e SDG risulta comunque molto interessante. Obiettivi programmatici naturali sarebbero quelli di raggiungere almeno la media nazionale là dove il FVG si trova deficitario o di ridurre i valori assoluti là dove questi sono preoccupanti, perché l’essenza di una autonomia speciale è conseguire performance migliori rispetto al dato nazionale, non certo peggiori. Non ci può però consolare che rispetto a molti indicatori siano migliori della media. Come indicano tragicamente i dati Eurostat, la media italiana è il risultato di un forte squilibrio nord-sud e pertanto, essere di poco superiori alla media non è poi così significativo. Forse si sarebbe dovuta valutare la media del primo quartile a livello europeo.

Chi ha composto la parte Programmatica non sembra però aver dato peso agli indicatori. Le due parti del DEFR non sono in dialogo. A nostro avviso invece, la prima parte avrebbe dovuto fare da guida alla seconda parte di programmazione Regionale.

Riteniamo pertanto opportuno evidenziare quegli indicatori sui quali si sarebbe dovuto intervenire in modo mirato. Procederemo per missione.

Alla Missione 1 (Servizi istituzionali) il FVG presenta una percentuale inferiore alla media nazionale di forme di e-government da parte delle imprese. Alla Missione 2 (sicurezza) si rileva un affollamento degli istituti di pena molto superiore alla media (125 vs 107). Alla Missione 4 (Istruzione e diritto allo studio) e 5 (Politiche giovanili) si presenta un quadro che, anche se migliore della media nazionale, è inquietante: il 30% dei nostri studenti ha competenze alfabetiche e numeriche non adeguate. C’è un’uscita precoce dal sistema della formazione e istruzione del 9%, i Neet sono oltre il 16%. Il fatto che il 42,3% dei giovani 18-34 anni viva in famiglia con almeno un genitore è un chiaro indice della difficoltà di costruire un’autonomia familiare, lavorativa e abitativa, malgrado tutti i proclami sulla famiglia di questa Giunta. Sotto il profilo della Missione 7 (Turismo) il FVG risulta poco ricettivo in termini di agriturismi, open air, rifugi montani – meno del 20% delle presenze in regione, inferiore alla media nazionale. Il Turismo andrebbe sviluppato proprio nella direzione della valorizzazione del turismo lento ed estivo come abbiamo ripetuto per 4 anni cercando di far varare un piano per la riqualificazione di strutture quali rifugi, malghe e bivacchi, con ben poco successo in verità. Nella Missione 8 (assetto del territorio e edilizia abitativa) colpisce la percentuale di persone che vive in abitazioni sovraffollate 20% e di quella che vive in abitazioni con problemi strutturali o di umidità 10%. Dai dati relativi alla Missione 9 (Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente) si rileva che la qualità dell’aria in FVG è addirittura peggiore della media nazionale: è 89,3% contro 81,9% la percentuale di misurazioni di PM2,5 superiore al livello di riferimento per la salute sul totale delle misurazioni. Il consumo di suolo impermeabilizzato è dell’8%, superiore alla media. L’indicatore relativo al trasporto di merci su strada, Missione 10, che è superiore alla media 28 rispetto a 21, indica tutte le difficoltà di rapporti con RFI e la pessima programmazione per una Regione che vuole candidarsi a Piattaforma Logistica Europea. Anche la lesività grave negli incidenti stradali è superiore alla media nazionale, e dimostra ancora una volta che il diritto alla mobilità in questa regione è pagato ad un caro prezzo sociale, in quanto manca un sistema di trasporto pubblico su ferro che colleghi i centri regionali, obbligando ad un uso ipertrofico dell’automobile. La Missione 12 (diritti sociali, politiche sociali e famiglia) rileva che il reddito disponibile pro-capite è alto in FVG, 21.000 euro contro 19.000 euro, ma confrontando ciò con i dati ISTAT sulla povertà relativa si deduce che in FVG ci sono un’ingiustizia sociale e una disparità preoccupanti. Tra gli indicatori della Missione 13 (Tutela della salute) manca sorprendentemente quello che invece compare in altre Missioni, ovvero il gradimento o la soddisfazione per il servizio. Perché? La speranza di vita alla nascita è superiore della media nazionale 82,1 (82,4), malgrado l’eccesso di peso e l’abuso di alcol siano abbondantemente superiori alla media nazionale 47% (44), 20% (14). Nella Missione 14 (sviluppo economico e competitività) malgrado una sovrabbondanza di ricercatori 33,6% contro i 27% della media nazionale, il numero delle imprese con una connessione a banda larga è inferiore alla media nazionale e le imprese con attività innovative di prodotto o di processo sono sotto il 50%. Questo indica che l’aver centralizzato i Parchi Scientifici e di trasferimento tecnologico è stata una pessima idea che ha solamente tutelato in modo autoreferenziale alcuni soggetti. È evidente che tutto questo renda piuttosto fragile il nostro sistema economico che è ancora troppo esposto a logiche terziste e soggetto agli svantaggi della delocalizzazione. Sono addirittura sotto il 10% le imprese con vendite via web, il 50% in meno della media nazionale. La percentuale degli esercizi commerciali al dettaglio è sotto 10%, valore inferiore alla media nazionale, mentre emerge la prepotenza dei centri commerciali perché la superficie media degli esercizi è superiore del 30% alla media italiana. Nella missione 15 (Politiche per il lavoro e la formazione professionale) i valori sono superiori alla media nazionale, ma in termini assoluti sono devastanti. Svetta un tasso di infortuni del 10/10.000. Ne cito un altro perché recentemente è stato criticato nella direzione opposta dai dirigenti delle nostre categorie economiche: solo il 60% dei lavoratori ha competenze digitali. Nel settore agricolo, Missione 16, il FVG continua ad avere dei valori molto preoccupanti in termini di fertilizzanti distribuiti in agricoltura (757 kg/ha contro 558) e di prodotti fitosanitari (16,4 kg/ha contro 12,4). Non compare più, invece, l’indicatore relativo alla percentuale di territorio a coltivazione biologica, indice che era molto negativo per il FVG fino all’anno scorso. Grave infine la situazione della montagna: a fronte di una superficie montana del 43% (35) la popolazione montana è del 5,2% (12,1) che porta ad una densità abitativa di 18 abitanti kmq contro 67,3.

Il progressivo spopolamento di un’area così vasta che costituisce un patrimonio ambientale inestimabile è la chiusa appropriata a questo DEFR. Questa è una regione che grazie all’etica del lavoro e della serietà dell’impegno sociale dei propri cittadini assicura ancora una buona qualità della vita rispetto alla media italiana, ma purtroppo non migliorano le sue debolezze, che 4 anni di legislazione di destra ha decisamente aggravato.

La ricchezza di sofisticate parole chiave nella parte della programmazione regionale indica che la struttura amministrativa della regione non difetta di personale competente. Quanto invece è deficitaria è proprio la visione politica. La questione è particolarmente evidente per quanto concerne l’assetto cruciale, caratterizzante dell’Autonomia di questa Regione, gli Enti Locali, che continueranno a non avere la granularità di area vasta, le infrastrutture organizzative e le risorse umane per fornire servizi di livello adeguato ai propri servizi. Altrettanto evidente è il deficit strategico relativo alla mitigazione dei mutamenti climatici, la transizione energetica e la decarbonizzazione fossile. Proporre solamente di definire regolamenti in queste direzioni per il 2023 significa che, in questi 5 anni, che dal punto di vista climatico sono decisivi, come tutti gli esperti hanno più volte dichiarato, la nostra Regione non ha saputo fare nulla.

Chissà che opinione si faranno di questa Giunta le future generazioni?

Per i motivi di insoddisfazione evidenziate il nostro parere sul DEFR 2023 sarà contrario.

[1] Al riguardo sono meritevoli di analisi gli indicatori dell’Incidenza di povertà relativa familiare (% di famiglie in povertà relativa) che vede il FVG al 5,7% e dell’Incidenza di povertà relativa individuale (% di persone che vivono in famiglie in povertà relativa sui residenti) che vede il FVG al 8,3%.

Qui il testo del Documento di Economia e Finanza 2023

Relazione di minoranza Honsell su DDL 165 “Multisettoriale”

Il DDL 165 si può sintetizzare con un chiasmo: ha ben poco da dire ma questo già dice molto. È emblematico della carestia legislativa che dura ormai da mesi in Consiglio Regionale, mentre stanno languendo tante PDL in attesa del vaglio in Commissione (molte sono proposte anche da me su bilancio energetico, musica, rappresentanza, odori, ecc. ), e quando sarebbe invece necessario affrontare tematiche complesse quali il sostegno alle fasce più deboli per l’aumento dell’inflazione e la conseguente perdita del potere di acquisto, oppure l’insostenibilità dei nostri modelli di sviluppo – ricordo  che il 15 maggio c’è stato l’overshoot day italiano, ovvero il giorno nel quale, se nel mondo tutti consumassero quanto consumano gli Italiani, il pianeta esaurirebbe le risorse prodotte nell’anno, e quindi intaccherebbe le riserve a scapito delle generazioni future.

Non è certo il caso di dire, però, che il Consiglio legiferi poco, in ossequio alla tanto sbandierata semplificazione. È vero tutto il contrario, le leggi superflue o di bandiera abbondano, come quella  approvata il 28 aprile sulla “Riconoscenza alla solidarietà e al sacrificio degli Alpini”; quella sulle “Norme per l’applicazione del Quadro Temporaneo per gli aiuti di Stato a seguito della crisi in Ucraina” che la Giunta ha voluto anticipare di ben 15 giorni rispetto al presente testo, sopprimendone l’Art. 1 in Commissione per alimentare un’immagine di efficienza, ma che di fatto ha trascurato di prevedere l’estensione delle agevolazioni ad altri settori oltre quello agricolo; oppure il DDL 164 “Disposizioni in materia di intermodalità” che ben avrebbe potuto essere un articolo del presente DDL e invece è stato per così dire “gonfiato” a rango di legge, per motivi mediatici.

Il presente DDL è per la quasi totalità una banale legge di manutenzione, che prevede quindi proroghe nell’utilizzo e nella rendicontazione di fondi pubblici, riaperture e scorrimenti di graduatorie, riammissioni in graduatoria, interpretazioni autentiche, errata corrige. La norma opera per inserzioni di parole, o brevi spezzoni di frasi. Quindi da un lato espone la legislazione regionale al rischio che le proposte, innocui snellimenti – a detta degli assessori – aprano invece falle pericolose nella complessità del tessuto normativo (Artt. 53, 61); dall’altro introduce in legge elementi per cui sarebbe stata sufficiente una minima assunzione di responsabilità da parte dell’esecutivo, e che invece così, secondo uno spirito di legislazione difensiva, blindano rigidamente il tutto, in attesa del prossimo ritocco legislativo puntuale che includerà la casistica sfuggita. Resta pertanto sempre il dubbio, poi, che alcune casistiche, piuttosto che sfuggite, furono di fatto evitate dal legislatore.

Comunque, l’apparente povertà di contenuto della presente norma, la cui discussione nelle commissioni si è svolta in modo estremamente rapido non essendoci state audizioni, crea le condizioni per si ripeta la consueta valanga di emendamenti disparati presentati dalla Giunta durante i lavori d’aula, che verranno elencati con numerazioni dai suffissi latineggianti. Fulgido esempio di “cattiva legislazione”, più volte già stigmatizzato.

Quasi tutti, tra i cento articoli del DDL 165, sono ordinari. Alcuni sono indubbiamente curiosi, come l’Art. 1, che finalmente permette ad Informest di agire come se di fatto si chiamasse Inform-“quattro punti cardinali”;  pochi sono quelli interessanti, come l’Art. 8, che prevede interventi su prati stabili (quasi una contradictio in adiecto) a beneficio degli imenotteri e altri insetti. Pochissimi infine sono quelli veramente preziosi come l’Art. 17 che amplia le risorse dei CONFIDI a favore delle imprese regionali colpite dall’aumento dei prezzi del gas e dell’energia elettrica o dalle perturbazioni delle catene di approvvigionamento e dei flussi commerciali, nonché dalla contrazione della domanda o dall’interruzione di contratti e progetti, o l’Art. 20 che prevede misure di sostegno a favore delle agenzie viaggi. Molto importante è l’emendamento già preannunciato all’Art. 97, per il quale ci siamo adoperati, che permetterà l’accreditamento di enti adeguati alla diagnosi dei Disturbi specifici dell’apprendimento, che permetterà di rendere più tempestivi e quindi più efficaci, perché precoci, gli interventi di sostegno. Significativo anche l’Art. 11 che prevede di rimpinguare le risorse a sostegno delle domande di brevetto. Preoccupa però che le risorse originariamente messe a disposizione a tal fine fossero solo 250.000 euro. La debolezza della cultura della brevettazione è una delle principali criticità del nostro sistema industriale e dunque stupisce che solo 3 su 14 domande siano state sostenute dalla Regione fino ad oggi. Ci vorrebbe maggiore determinazione – la proprietà intellettuale per un territorio come il nostro, che ha un vero talento mondiale, nella progettazione di macchinari per terzi, dovrebbe essere tutelata e valorizzata molto di più e non in extremis. Quante domande in più ci sarebbero state se non fossero state scoraggiate dal fatto che mancassero i fondi? Proporremo un emendamento al riguardo, che preveda che i fondi siano impiegati anche per azioni di sollecitazione proattiva e di consulenza presso le aziende.

Lascia perplessi l’Art. 13 che permette la devoluzione dei contributi originariamente previsti per l’impianto sportivo “Palapredieri”, in vista di EYOF 2023, per interventi sulle piste. Ci si chiede quale sarà la progettualità su quella struttura. Lascia invece sbigottiti l’Art. 15 che concede una proroga di 6 mesi alle operazioni propedeutiche all’avviamento operativo della società FVG Plus, previsto dalla L.R. 2/2022, che pertanto produrrà effetti solo nel 2023 e che dunque allunga l’elenco delle leggi di utilità assai discutibile approvate da questa Giunta. Proporremo un emendamento.

Siamo invece assolutamente contrari ad alcune proroghe come quelle proposte dall’Assessore Roberti agli Artt. 26 e 27, relative ai fondi per sistemi di sicurezza a favore di privati, enti locali, o enti periferici dello Stato. Sono fondi addirittura risalenti al 2019. Sono prorogati gli stessi fondi del 2022, come se già si sapesse che non verranno utilizzati. Queste proroghe dimostrano che di questa tipologia di fondi non c’è davvero bisogno, o peggio ancora, sorgono forti dubbi sul motivo per il quale enti locali ed enti periferici dello stato non provvedano da sé a tali acquisti. Proporremo l’abrogazione.

L’Art. 32 lascia sconcertati. Prevede procedure per la semplificazione dell’assunzione di personale specializzato a tempo determinato da parte di titolari di interventi previsti dal PNRR. Da un lato ci si domanda come mai ciò non sia già stato previsto dal PNRR stesso, ma dall’altro lato, ci si chiede, e ciò è drammaticamente serio, com’è possibile che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che dovrebbe aiutare i cittadini e i lavoratori alla ripresa, di fatto crei ulteriore precariato? Sembra davvero paradossale! Della Ripresa “di chi” si preoccupa il PNRR? Proporremo un ordine del giorno.

I dubbi che avevamo espresso sul microcredito nella Legge sulla famiglia 22/2021, ovvero su come possa una legge a sostegno dei più deboli, proporre di contrarre debiti, si rivelano anche nella necessità che hanno portato alla formulazione dell’Art. 40. I requisiti dell’Art. 45 relativi alla formazione a distanza sembrano arrivare un po’ tardi. Infine ben venga l’Art. 46 che prevede un’accoglienza dignitosa a chi proviene dall’Ucraina, ma non dobbiamo dimenticare che le guerre in corso in questo pianeta sono parecchie decine e le misure speciali per le famiglie di profughi ucraini dovrebbero essere estese a tutte le famiglie di profughi provenienti da altre zone di guerra. Proporremo un emendamento.

L’Art. 53 ci vede assolutamente contrari. Non ha ricevuto sufficiente approfondimento in quanto arrivato con un emendamento. Avrebbe dovuto essere discusso in modo comparativo in quanto è stilato con il deprecabile stile dell’inserimento di parole e gruppi di parole, il cui impatto nelle leggi e regolamenti urbanistici è pericoloso e quindi da evitare in quanto può creare opportunità di speculazione edilizia e ulteriore consumo di territorio, o nella migliore delle ipotesi, confusione. Ne proponiamo l’abrogazione per prudenza.

L’Art. 56 prevede il subentro dell’EDR del Friuli Centrale nella gestione dei contributi originariamente dati al Conservatorio di Udine. Stupisce che non siano fissati i tempi del loro utilizzo.  L’articolo successivo, l’Art. 57, è clamoroso, proroga addirittura fondi assegnati nel 2013. Ne proporremo l’abrogazione. Speriamo non finisca così anche per quelli del Conservatorio!

L’Art. 58 riguarda i trasporti marittimi del TPL e concede maggiori risorse ai concessionari. Auspichiamo che questo non sia un cavallo di Troia per garantire ulteriori utili ai concessionari, con la scusa dei costi del carburante, visto che ci sono ancora chilometraggi su gomma da utilizzare e non abbiamo ancora ricevuto un rapporto sulle verifiche gestionali compiute da parte della commissione speciale che vigila sull’applicazione del contratto TPL. Ne faremo richiesta.

Anche l’Art. 61 preoccupa e ci vede contrari: modificare il codice dell’edilizia in una norma di manutenzione, dunque senza audizioni, e con un emendamento in commissione non ci offre garanzie che siano stati valutati adeguatamente tutti gli aspetti.

Sono più che appropriati gli Artt. 62-63 sul TFR dei dirigenti ARPA, ma in realtà indicano che c’è una criticità in questo tipo di contratti, che magari sarà parzialmente risolta in nel caso specifico, ma non risolverà casi analoghi e comunque costringerà i lavoratori a fare ricorsi per vedere riconosciuti i propri diritti.

Gli Artt. 67-70 contengono precisazioni tecniche della L.R. n. 21/2020 sulla disciplina dei canoni delle grandi derivazioni d’acqua ad uso idroelettrico. Non c’è stato sufficiente tempo per approfondire le conseguenze di questi passaggi. Dovrebbero essere norme per tutelare la Regione da possibili cause e contenziosi con gli attuali concessionari. Ma stupisce, che ancora non si sia proceduto ad attuare le parti sostanziali della L.R. n. 21/2020, quelle relative ai canoni per i Comuni interessati e quelle riguardanti la costituzione della società elettrica regionale.

Gli Artt. 71-75 modificano norme in materia di energia. Alcune sono meramente di coordinamento, altre semplificano l’iter per utilizzare aree industriali o dismesse per l’installazione di impianti fotovoltaici. Ma è da rigettare l’Art. 73, perché non è accettabile che in tale processo venga lesa la sovranità ai Comuni nel modificare i propri strumenti urbanistici. Ne chiederemo l’abrogazione. L’Art. 76 sembra opportuno, ma a nostro avviso non esplicita a sufficienza le necessarie garanzie. Faremo un emendamento perché venga ribadito che debba essere comunque presentata una fideiussione per la gestione del post-mortem degli impianti. Questa è una problematica molto seria, come si è visto per la discarica di Pecol dei Lupi, ma è tanto vera per le discariche quanto per gli impianti fotovoltaici.

Siamo contrari anche all’Art. 80, perché non è accettabile che venga ancora una volta proposto di cortocircuitare il parere della Commissione Consiliare competente. Il Consiglio è l’organo legislatore primario, non è un fastidio per l’esecutivo. Proporremo l’abrogazione.

Non troviamo invece opportuno che al fine di attuare snellimenti normativi si elimini con gli Artt. 81-82 la redazione del Programma regionale degli interventi relativi a corsi d’acqua, opere idrauliche, dissesti franosi, difesa e conservazione delle coste, ecc. Se ci sono nuovi soggetti che hanno competenze che si sovrappongono sul tema, la problematica della pianificazione non può che aggravarsi: chi farà sintesi? Chi assicurerà la coerenza? Chi redigerà un piano integrato. Eliminare un programma è lecito, ma deve essere sostituito da un nuovo strumento di sintesi che non può essere annacquato in un amplissimo Programma, per giunta triennale, dei lavori pubblici. Più vengono ridotti i momenti di pianificazione organica più risulta difficile capire, se come purtroppo spesso accade le opere non vengono poi eseguite, cosa non abbia funzionato. Proporremo un emendamento.

Infine esprimiamo tutta la contrarietà all’Art. 87 che vede l’impiego di ulteriori risorse finanziarie pubbliche per agevolare il consumo di combustibili fossili. Le risorse andrebbero indirizzate in direzione contraria, per esempio, come andiamo ripetendo da tempo, redigendo il Bilancio energetico regionale. Proporremo l’abrogazione di questo articolo.

Questa DDL ci ha visti astenerci in commissione. Auspichiamo che vengano accolti i nostri emendamenti altrimenti esprimeremo un voto sfavorevole. Il contenuto di questo DDL è piuttosto ambivalente come accade quando la norma di fatto non è politica ma redatta in modo prettamente gestionale dalle direzioni centrali. Dov’è finita la politica?

Qui il testo fuoriuscito dalla Commissione del DDL 165 “Multisettoriale 2022”

Depositata mozione sul tema dell’overshoot day

Questa mattina ho depositato in Consiglio regionale un’importante mozione sul tema dell’attivazione di iniziative di sensibilizzazione indirizzate alla cittadinanza regionale sul tema dell’Overshoot Day.
Ogni anno il Global Footprint Network – organizzazione internazionale no-profit impegnata nella promozione di stili di vita più sostenibili – misura l’Overshoot Day (in italiano “Giorno del superamento terrestre” o del “Sovrasfruttamento della Terra”) ovvero la data precisa in cui la domanda antropica di risorse in un dato anno supera ciò che la terra può rigenerare in quei dodici mesi. Nel 1972 l’Earth Overshoot Day era stato stimato attorno al 10 dicembre mentre nel corso del 2021 la data è stata anticipata al 21 luglio. Tutto ciò è drammatico”: così si espresso il consigliere regionale di Open Sinistra FVG Furio Honsell.
“Quest’anno la giornata del sovrasfruttamento terrestre per il nostro paese è stata stabilita per il 15 maggio. È necessaria una forte presa di posizione e volontà politica ed istituzionale volta ad una Transizione ecologica che metta l’individuo, la sua salute e la salvaguardia della vita e della biodiversità sulla Terra al primo posto, prevedendo un ampio coinvolgimento delle realtà associative afferenti al tema dell’emergenza climatica, degli enti locali e dei cittadini”: ha concluso Honsell.

Seguire linea ONU, basta bambini nascosti: presentata PDLN n. 16

“Ieri in Commissione VI del Consiglio Regionale abbiamo illustrato la Proposta di Legge Nazionale volta a permettere l’ottenimento degli atti di stato civile, quali il certificato di nascita e quello di filiazione, senza la necessità per il richiedente di esibire il permesso di soggiorno, qualora non cittadino UE. Questo diritto è oggi garantito da una mera circolare interpretativa del Ministero dell’Interno, ma costituisce l’obiettivo 16.9 tra gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile dell’ONU. Lo scopo di questa legge è di inserire questo diritto a pieno titolo nella legislazione italiana, ai sensi della Convenzione dei diritti del fanciullo dell’ONU. Attualmente è possibile che in Italia ci siano infatti “bambini nascosti” come ci furono tra gli immigrati italiani in vari paesi europei fino agli anni ’50.
In una prossima seduta della Commissione IV verrà calendarizzato l’esame di questa proposta di legge nazionale”: così si è espresso Furio Honsell di Open Sinistra FVG.

Qui il testo della Proposta di Legge Nazionale n. 16