Relazione di minoranza Honsell su strumenti manovra di bilancio

Relazione di minoranza Honsell su strumenti manovra di bilancio

Giunti alla quinta e ultima manovra di bilancio della XII legislatura, dopo un biennio tra i più opulenti che la storia di questa Regione Autonoma ricordi (ancorché dovuto, in parte, all’incapacità di spendere il denaro per mancanza di progettualità e al conseguente elefantiaco avanzo di amministrazione accumulato), forti di un incremento di entrate tributarie per 5,659 milioni di Euro (in verità 5,716), quindi 140 in più del 2022, per un totale di ben 295 milioni di risorse manovrabili in più del 2022, con una previsione di entrate complessiva a fine 2022 di 8,147 miliardi a fronte dei 7,315 dell’anno precedente e con una previsione di cassa di ben 14,205 miliardi a fronte dei 12.748 del 2022, ci saremmo aspettati qualcosa di ben più ambizioso che non la mera ordinaria amministrazione! Dopotutto, si dovrebbe governare anche per la Storia, e non solo per le preferenze! Ci saremmo aspettati qualcosa che rendesse memorabile la Giunta Fedriga e la sua maggioranza. Ci saremmo almeno aspettati un Consiglio delle Autonomie coraggioso nel rivendicare il proprio ruolo territoriale di fronte a tanto denaro. Invece, nulla di tutto ciò. Di cospicuo in questa manovra, oltre alla massa di denaro, non c’è proprio nulla se non proprio il vuoto, l’assenza di qualsiasi strategia di programmazione, finanche della consapevolezza che siamo entrati nel XXI secolo!  È una manovra di bilancio che si ispira al passato, prigioniera del più vecchio e muffito paradigma politico: ovvero cavalcare slogan e costruire opportunisticamente consenso attraverso contributi. Non emerge nemmeno una azione coraggiosa, verso la transizione energetica, o verso la sostenibilità, o verso una sanità più affidabile, o verso una valorizzazione delle autonomie locali. Il trittico di leggi che costituisce questa manovra di bilancio è assolutamente anonimo, banale: business-as-usual. Forse, ciò era inevitabile, visto che assolutamente anonimi sono stati tutti questi cinque anni in Friuli Venezia Giulia, guidati da una Giunta e una maggioranza tese a spartire risorse senza strategie concrete al di là degli annunci, preoccupate più di effimere apparizioni sui media che di incidere in modo durevole sul progresso della nostra comunità.

Questa manovra ignora palesemente le due derive gravissime che ci condurranno come sonnambuli all’esplosione di un effetto domino socio-ambientale che renderà il pianeta inabitabile in molte sue parti. Entrambe queste derive sono la conseguenza di uno squilibrio ingiusto, riguardo al quale è gravemente colpevole procrastinare una compensazione. Cresce la disuguaglianza economica tra le classi sociali, che non permette più di rendere esigibile l’articolo 3 della Costituzione Italiana sul piano sincronico, mina la coesione sociale e con essa la stessa democrazia. Parallelamente cresce il saccheggio delle risorse planetarie di acqua, suolo e aria, e cresce l’indifferenza per il volume di emissioni di CO2 e altri gas serra climalteranti, scaricato in atmosfera. Tutto ciò provoca un’altrettanta lampante inesigibilità dell’articolo 3 della Costituzione Italiana, sul un piano diacronico però, nei riguardi delle generazioni a venire, che saranno schiacciate dal peso dei debiti finanziari e ambientali scaricati su di esse. La sostenibilità avrebbe dovuto essere la trama di questa manovra, perché solamente la sostenibilità può essere, nel XXI secolo, il punto archimedeo su cui fare leva per affrontare il futuro. Questo trittico normativo non sembra accorgersi invece né dei devastanti numeri sulla povertà relativa e assoluta, né dei numeri sui working poors, i NEET e gli scoraggiati della regione, né degli indicatori ambientali. Si continua a elargire contributi senza legarli al bisogno, e non si fa nulla per contrastare il riscaldamento globale e quindi tutte le sue tremende conseguenze: siccità, fenomeni estremi, perdita di habitat e biodiversità.  Nella mia relazione al NADEFR ho stigmatizzato gli indicatori relativi alla nostra regione che ritengo più negativi e preoccupanti, che però erano stati trascurati, nonché il deficit di programmazione per compensarli ivi previsto. Poiché ogni anno manca il tempo per ragionare di prospettive riporto qui alcune considerazioni svolte anche in quella relazione. Malgrado il quoziente rivendicato trionfalmente dal Presidente Fedriga nel NADEFR 2023 di un PIL pro/capite di 33.000€ in FVG, il numero dei nuclei con figli minori, ma con ISEE inferiore a 30.000€ in FVG, è cresciuto del 10% solo nel 2021, fino a raggiungere circa 60.000 nuclei. La Giunta sfoggia il fatto che la percentuale delle famiglie in povertà relativa in FVG sia la metà di quella a livello nazionale, ma facendo i calcoli, questi sono pur sempre il 5,7% delle famiglie, ovvero quasi 30.000 nuclei. Analogamente la Giunta molto si compiace che le persone al di sotto della soglia di povertà siano solo l’8,3%, rispetto al 14,8% della media nazionale, ma sono pur sempre quasi 100.000!

Di fronte all’indolente incoscienza socio-ambientale di questa manovra di fine legislatura, e all’inconsistente banalità di questo trittico di leggi, non riesco a scacciare dalla mente i versi finali della poesia The Hollow Men, di T. S. Eliot[1]:

This is the way the world ends

This is the way the world ends

This is the way the world ends

Not with a bang but a whimper.

In questa relazione non ripeterò nei dettagli quanto ho cercato di proporre in questi cinque anni, inascoltato, in tema di emissioni, di diritto allo studio, di innovazione, di cultura, mi limiterò solamente ad illustrare, in modo cursorio e sconsolato, la vertiginosa distanza prospettica tra la visione che ho proposto come Open Sinistra FVG in questo quinquennio e le norme di questa manovra.

Transizione energetica e misurazione dell’impronta carbonica nelle scelte legislative. Decine di milioni vengono elargiti ad aziende, istituti scolastici, enti vari, ecc. in quasi tutti gli articoli per l’abbattimento dei maggiori costi delle bollette energetiche (ciascuno a favorire i propri clienti), ma a nessuna categoria di soggetti viene richiesto di ragionare obbligatoriamente su un possibile efficientamento, e per nessuno di questi ambiti viene varato,  pur potendolo fare sulla base delle disponibilità economiche, un piano organico per la transizione energetica e la riqualificazione, ad esempio, degli edifici. Sono tutti contributi a fondo veramente perduto perché al di là del sollievo momentaneo non accrescono valore. Inoltre i contributi maldestramente promessi retroattivamente dal Presidente Fedriga per il fotovoltaico domestico sono ancora da disciplinare e comunque saranno spartiti senza tener conto delle disponibilità dei beneficiari e quindi andranno ad accrescere la disparità e la povertà energetica. Centinaia sono i milioni erogati agli enti locali attraverso i meccanismi di concertazione ma, anche in questo caso, nessun criterio è stato introdotto affinché queste risorse vadano investite nella direzione della sostenibilità, anche perché quasi nessun comune ha un PAESC, come da tempo richiediamo. Negli articoli sul turismo si parla più di impianti di risalita a fune che di turismo lento e sostenibile. Clamorosamente, nella legge di bilancio vengono confermate parecchie decine di milioni di euro (55 milioni di euro a consuntivo 2022) per incentivare i consumi di gasolio e benzina degli autoveicoli privati inquinanti. Incidentalmente faccio qui notare che questi contributi che di fatto arricchiscono solamente le multinazionali degli idrocarburi fossili, valgono la metà delle entrate per la compartecipazione dell’imposta erariale sui carburanti. Quindi l’operazione benzina agevolata che tanto infiamma gli entusiasmi di quasi tutto l’arco di questo emiciclo, all’opposto di quanto sostiene l’Assessore Scoccimarro, finanziariamente è un’operazione totalmente in perdita, perché nemmeno i più spudorati sostenitori di questa norma immorale hanno mai stimato che l’assenza di contributi comporterebbe una riduzione del 50% dei consumi su tutto il territorio regionale! Le spese sulla Missione 9 – Sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente e territorio sommate a quelle sulla Missione 17 – Energia e diversificazione delle fonti energetiche, non raggiungono il 3% delle entrate di questo bilancio. Negli anni successivi è previsto che tale percentuale scenda ulteriormente. Tutto ciò è di vergognosa eloquenza. Sorridiamo, per non piangere, nel rilevare che nel NADEFR-partecipate, la crisalide UCIT non sappia ancora che la sua attività nel 2023-2025 sarà ben diversa da ciò che colà dichiara, in quanto, completata la sua metamorfosi in FVG Energie farà[2], sàcusate dovrei dire “è stato annunciato che farà”, in 5 mesi quello che non è stato fatto in 5 anni dall’intera Regione in fatto di transizione energetica e riduzione delle emissioni. Infine dal documento ISTAT Rapporto SDG 2022 [3] si legge: “Per il Goal 6 (Acqua) Lazio, Sicilia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono le uniche regioni distanti dalla media Italia”. Leggendo i dettagli della manovra non sembra esserci consapevolezza di questo fatto, eppure la nostra regione sarà particolarmente esposta alla all’aumento di temperatura e alla siccità.

Sanità. Di tutt’altro peso è la Missione 13 – Tutela della salute. Qui la spesa supera il 50% del Bilancio ma è spesa concentrata per oltre il 90% su un unico capitolo, il 4364/S, previsto nell’ambito dell’asettico (è proprio il caso di dirlo) programma dal titolo Finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA. Questo capitolo, il cui utilizzo sfugge completamente dal controllo del Consiglio, è assegnato direttamente ai Direttori Generali delle 4 mega-aziende e l’efficacia di tale investimento dipende quindi esclusivamente dalla proporzione tra l’intelligenza fluida e quella cristallizzata (come definite dallo psicometrista Cattell negli anni ’60) di cui dispongono, sempreché l’Assessore Riccardi, che spesso appare invece come il vero deus ex-machina del sistema sanitario, non eserciti un controllo più puntuale. Il fatto che la sanità in Friuli Venezia Giulia stia progressivamente degradandosi è ormai fatto incontestabile: le oltre 15.000 firme raccolte dal Comitato per la Sanità Pubblica in poco più di un mese e i molti comitati a difesa degli ospedali minori dimostrano un forte bisogno di sanità che non trova risposte adeguate. Sono molto gravi e preoccupanti i seguenti aspetti della sanità in FVG: le valutazioni negative del rilevamento Bersaglio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa del 2022 relativamente all’obsolescenza delle attrezzature e l’inappropriatezza delle cure; la diaspora di professionisti a tutti i livelli dalla sanità pubblica verso il privato, accompagnata dai numerosi segnali di una profonda insoddisfazione del clima lavorativo nelle aziende; la progressiva esternalizzazione di tanti servizi senza che si riducano le liste di attesa; la progressiva privatizzazione anche all’interno delle stesse strutture pubbliche con il fenomeno dei gettonisti e delle cooperative esterne impiegate anche nella gestione di servizi essenziali; la mancanza di qualsiasi indagine sul benessere organizzativo  aziendale. È estremamente grave che né nel NADEFR né nella manovra sia reperibile alcunché che permetta di affrontare anche uno solo di questi gravissimi problemi. In questi anni l’Assessore ha costituito tre mastodontiche mega-aziende che sono difficilissime da governare e sembrano andare alla deriva a fronte dell’enormità dei bisogni a cui sono chiamate a rispondere, aziende che nel prossimo anno vedranno ulteriormente espandersi la loro attività da aziende territoriali-ospedaliero-universitarie in aziende territoriali-ospedaliero-universitarie-socio-assistenziali. Richiederemo all’Assessore un forte impegno a garantire risposte concrete a tutte le problematiche sopra citate a partire dalla continuità assistenziale e il pronto soccorso nelle aree periferiche, e soprattutto la riduzione dei tempi di attesa. Molto grave appare anche la mancanza di informazioni sulle novità che avrebbe dovuto portare il PNRR in tema di organizzazione sanitaria, ovvero la costituzione di quelle Case della Comunità che dovevano implementare insieme agli infermieri di comunità il nuovo modello di sanità territoriale e medicina di iniziativa. Aspettiamo da decenni in questa regione questo cambiamento di paradigma per gestire la medicina preventiva e le problematiche croniche e evitare l’approccio meramente prestazionale che, se aziendalisticamente si gestisce comodamente, è quasi sempre troppo tardivo e quindi invasivo. Non dimentichiamo che questa regione era ai vertici della sanità pubblica nazionale, ma non lo sembra essere più! D’intesa con le altre opposizioni intendiamo proporre un mega-emendamento che impegni l’Assessore ad una vigilanza maggiore sull’operato delle aziende affinché la sanità dia risposte più attente e puntuali sui temi sopra sollevati, mirando ad un approccio orientato al risultato piuttosto che all’adempimento. Sotto il profilo strettamente finanziario, rilevando che sebbene vi sia stato un aumento delle risorse di circa il 4% nel 2023, rispetto al previsionale dell’anno scorso, il consuntivo del 2022 risulta di molto superiore. Alla luce dell’enormità dei problemi rilevati sarebbe stato dunque opportuno investire in sanità una quota ben superiore dei soli 45milioni di spesa corrente e dei 67 di spese per attrezzature in più rispetto al 2022, vista l’entità delle risorse manovrabili disponibili in questo bilancio.

Opere pubbliche e trasporti. Innumerevoli volte in questi cinque anni abbiamo proposto il recupero, anche in chiave di produzione di energia elettrica da fotovoltaico, delle aree dismesse e tra queste gli oltre 100 km2 di aree ex-militari. Ma nulla di significativo in questa direzione compare nella manovra.  La nostra regione è sopra la media nazionale per il consumo di suolo, ma senza particolari preoccupazioni vengono invece investite somme importanti per compensare gli aumenti delle materie prime nei quadri economici di opere forse superflue o addirittura avversate dalle comunità locali nell’articolo 5. Più volte avevamo proposto di rivedere le opere impattanti dal punto di vista del consumo di suolo. Si pensi solo alla Palmanova Manzano. Dal punto di vista dei trasporti, mentre in tutto il mondo occidentale vengono messi in discussione i trasporti aerei là dove sono sostituibili da quelli ferroviari, il Friuli Venezia Giulia va invece in direzione opposta. Nel NADEFR-partecipate la società Aeroporto FVG non sembra essersi accorta di tali problematiche e continua a progettare un incremento dei voli e delle destinazioni. Di investimenti, d’intesa con RFI, per il potenziamento delle linee ferroviarie locali e della frequenza dei treni non se ne parla proprio, invece.

Diritto allo studio. In questi cinque anni abbiamo richiesto costantemente l’incremento delle risorse per la formazione e la ricerca. Abbiamo richiesto l’abbattimento delle tasse universitarie per tutti, più borse di dottorato, anche per contrastare la diaspora dei cervelli e l’istituzione di nuovi corsi di laurea in area sociosanitaria. Purtroppo non vi è nulla di rilevante in questa manovra finanziaria al riguardo, tutto è business-as-usual. Anzi non viene nemmeno compensata simbolicamente la tassa regionale sul diritto allo studio (articolo 7, comma 1, del DDL 182). Poca attenzione è stata riservata da parte della Regione FVG, a nostro avviso, alle problematiche che gli istituti scolastici hanno avuto per i rincari dei servizi in seguito all’inflazione. Come è apparso sui giornali, è concreto il rischio che si vengano a creare delle pesanti disparità tra gli studenti le cui famiglie possono permettersi i contributi volontari e quelli le cui famiglie non possono farlo. Non è accettabile che la Regione rimanga a guardare inerte, dall’alto delle sue vertiginose entrate fiscali, sostenendo che vi è autonomia scolastica oppure delegando tutto agli EDR.

Sport e tempo libero. È imbarazzante che la Protezione Civile si sia adoperata a cementificare la strada di accesso al Monte Lussari spendendo quasi un milione e mezzo di euro, originariamente destinati per il ripristino del territorio dopo la tempesta Vaia, in modo da favorire una manifestazione di ciclismo professionistico privata e molto invasiva quale il Giro d’Italia. Chi si assumerà la responsabilità dell’intervento e delle sue conseguenze ambientali permanenti? È legittimo che per uno spettacolo commerciale-sportivo transitorio vengano deviate risorse pubbliche così ingenti senza un’analisi costi-benefici? È imbarazzante che vengano spacciati investimenti per impianti di biathlon come investimenti per lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente. Ma quanto costerà globalmente alla Regione FVG, ospitare la poco conosciuta manifestazione EYOF, la cui spesa è spalmata su numerose missioni di cui veniamo a conoscenza con il contagocce? È legittimo operare così? Quale frazione di questo oneroso investimento di parecchi milioni, e delle altrettante onorese anticipazioni fornite da vari assessorati, quasi la Regione fosse un istituto bancario, sarà di beneficio alla nostra montagna, al di là dell’effetto propagandistico in chiave elettorale per alcuni consiglieri?

In chiusura delineo alcune problematiche che necessiterebbero di ben altro spazio e approfondimento che purtroppo in commissione non c’è stato.

In primo luogo cito la seconda tranche dei 10 milioni previsti in base all’accordo con la Novartis, articolo 7 commi 51-57. La richiesta di un approfondimento in Commissione congiunta sanità-ricerca di tale accordo di programma non è stata ancora evasa. Pertanto permangono tutti i dubbi su questo opaco accordo, che prevede di legare la Regione ad un’unica casa farmaceutica e di mettere a disposizione i nostri dati sanitari, ancorché aggregati, ma nel quale non viene specificato il contributo della multinazionale che, se l’accordo fosse davvero a nostro vantaggio, dovrebbe invece copiosamente investire. Questo tema porta a segnalare anche la marginalità con la quale in questo bilancio è stato trattato il tema dell’innovazione, delegando essenzialmente quasi tutto al POR/FESR. Almeno possiamo dire Grazie Europa!

Si esprime preoccupazione sull’andamento della programmazione delle iniziative di Nova Gorica/Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, che a meno di due anni appare ancora molto incerta.

Relativamente alle Autonomie Locali si segnalano tre gravi questioni, che non sembrano ricevere risposta.  Perdura l’incertezza sui criteri con i quali viene formulata la tabella Y relativa all’extra-gettito che tanta agitazione suscitò cinque anni fa, ma che oggi, pur essendo la situazione immutata, appare stranamente sedata. La seconda riguarda il fatto che per gli anni 2024 2025 non appare quel paracadute finanziario per tutelare i Comuni da eventuali nuovi extra-gettiti a seguito della regionalizzazione dell’IMU.  A nostro avviso quella norma scarica sugli enti locali una notevole responsabilità e quindi un paracadute per i primi anni di applicazione sarebbe dunque indispensabile. Infine non sembra essersi risolta l’annosa questione della mancanza di personale, in primis i segretari comunali, presso gli enti locali. Dopo l’azzeramento forzato delle UTI rileviamo che si sono aggravati i problemi gestionali per tutti i comuni, ma non c’è traccia della riforma degli enti locali promessa.

Segnaliamo infine l’assenza, nel corposo faldone dei documenti di questa manovra, l’analisi della strategia adottata per fronteggiare quel fenomeno che ormai ci eravamo dimenticati di tenere a bada, ma che crescerà nel 2023, ovvero l’inflazione, che si prevede raggiungerà il 10%. Poiché manca una discussione di tale problematica ci si domanda se davvero questa manovra permetterà di mantener la qualità dei servizi, al netto di tutti i contributi promessi.

Per completezza segnaliamo anche la marea di contributi e proroghe di rendicontazione previste in tutti i settori. Numerose sono anche le devoluzioni o i rimbalzi di cospicui risorse tra soggetti attuatori, che non decidono di avviare le opere. Ci limitiamo a citare, uno per tutti, il caso di Gorizia. Siamo avviati a vedere incrementare l’avanzo di amministrazione non solamente della Regione, ma di tutti i beneficiari della sua munificenza.

Abbiamo dato parere contrario in Commissione a tutte e tre le leggi in questione e a quasi tutti gli articoli. Non presenteremo ordini del giorno, perché ormai non c’è più tempo per poterli attuare entro la fine legislatura. Faremo invece, come sempre, con spirito costruttivo alcuni emendamenti, pur con l’amara consapevolezza che la mentalità con la quale è stata concepita questa manovra di bilancio rende le tre norme quasi inemendabili per noi di Open Sinistra FVG e viceversa rende i nostri emendamenti ideologicamente inaccettabili per questa maggioranza. Chiudo dunque con una domanda: “Fino a quando si può ancora distribuire denaro pubblico senza tenere conto del bisogno dei cittadini di oggi e di quello delle future generazioni, se ce ne saranno, Presidente Fedriga?”

Testo DDL n. 182 “Legge collegata alla manovra di bilancio 2023-2025” | DDL n. 183 “Legge di stabilità 2023” | DDL n. 184 “Bilancio di previsione per gli anni 2023-2025”

Note:

[1] https://allpoetry.com/the-hollow-men

[2] Legge regionale 29 novembre 2022, n. 18 “Disposizioni regionali per la transizione energetica” https://lexview-int.regione.fvg.it/FontiNormative/xml/IndiceLex.aspx?anno=2022&legge=18&fx=leg

[3] https://www.istat.it/storage/rapporti-tematici/sdgs/2022/Rapporto-SDGs-2022.pdf

Info sull'autore

Furio Honsell administrator

Lascia una risposta